Crostata di Cachi, ispirata da Nino per rilanciare un Frutto straordinario.

crostata di caki fetta-001

Il Natale è alle spalle, ora mancano pochi giorni per decidere cosa lasciarci dietro e cosa portare con noi nel nuovo anno; una cosa è certa, io mi porterò dietro una cassa di caki o cachi o comesichiamano.

Nel blog ho già scritto della mia passione per questo frutto e per il mio disappunto nel vederlo maltrattato; lo scorso anno mi ero dedicata al Topinambour, ora mi dedicherò ai Caki.

Dal momento che oramai il panettone e/o pandoro si possono mangiare tutto l’anno io, la vigilia di Natale, senza l’ansia di preparare pranzi &C. dal momento che ello ha portato a paranzo fuori tutta la combriccola, ho preparato questa crostata.

Ispirata da questa ricetta di Nino (chi ha frequentato il forum cooker net lo ricorderà senz’altro; Nino è mancato nel 2010 … )

Un signore che abita a qualche kilometro, invece di far sfracellare i cachi sul terreno, ogni anno li spartisce agli amici, li toglie al momento giusto, quando le foglie sono cadute tutte e quando i cachi hanno preso il primo freddo e li mette nelle cassette.

cako di Aldo1-001

Cako di Aldo.

Quelli di questa ricetta provengono da quest’albero ma sono stati raccolti tempo dopo, sono del tipo morbido, mentre questi, di Milva sono i cachi vaniglia, chiari all’esterno con la polpa scura, in questi ultimi anni si trovano in commercio i cachi mela, più “eleganti”, si adoperano anche per decorare i dolci.

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Cachi Vaniglia di Milva.

Questa crostata ha conquistato ello che me l’ha richiesta e l’ho rifatta ma variandola, la pubblicherò a parte perchè è molto veloce da fare e si presta ad un’infinità di varianti.

Questa ricetta apre una nuova categoria che chiamerò: la cucina di casa che è quella con dosi ad occhio, con la bilancia quasi assente dal tavolo e senza l’ansia da foto impeccabile, spesso non c’è tempo, la luce insufficiente e la mano tremolante e, come in questo caso, non si stira la tovaglia.

Per la base ho adoperato la solita ricetta:

  • 400 g. di farina 00,
  • 100 g. di zucchero (ne metto 50 g., sono sufficienti),
  • 170 g. di burro,
  • 2 uova,
  • la buccia di un limone non trattato,
  • 1bustina di zucchero vanigliato (1 pizzico di vaniglia bourbon),
  • 1 bustina di lievito in polvere (1/2 bustina di cremortartaro, sono più grandi).

Come fare la frolla:

io, adoperando il robot, setaccio la farina col lievito e la inserisco nel contenitore, aggiungo lo zucchero, la vaniglia bourbon, la buccia di limone grattugiata ed aziono il robot per amalgamare gli ingredienti secchi, unisco il burro spezzettato e le uova leggermente sbattute a parte (faccio questo per evitare di azionare troppo il robot e non scaldare l’ impasto).

Aziono il robot per pochi secondi, il tempo di agglomerare il burro, se avete tempo lasciatelo riposare coperto da una terrina come consigliato nel libro, sennò, stendetelo sopra un foglio di carta forno, vi aiuterà a farlo senza aggiungere altra farina e agevolerà il suo inserimento  nella teglia.

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Ingredienti per il ripieno:

essendo per me un esperimento, questa volta ho pesato tutto ma potete regolarvi in base ai vostri gusti; se vi piace la nota alcolica, potete far rinvenire la frutta nel rum o marsala, la cannella può essere sostituita con la spezia che preferite, Nino aveva adoperato il cardamomo.

  • 600 g. di polpa di cachi,
  • 4 fichi secchi fatti reinvenire in acqua calda,
  • 60 g. di uvetta fatta rinvenire in acqua calda,
  • 60 g. di mirtilli rossi fatti rinvenire in acqua calda (qualcuno adoperato per la decorazione),
  • 100 g. di pistacchi tostati,
  • cannella a piacere (io poca perchè ello non la gradisce).

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Come fare la crostata:

preriscaldare il forno a 200°C.

Mettere la polpa di cachi nel robot e ridurla in crema, aggiungere gli altri ingredienti lasciando a parte qualche mirtillo per la decorazione e qualche pistacchio che aggiungeremo alla fine, tritato grossolanamente.

Stendere la pasta, se potete, più sottile di come ho fatto io (Nino consiglia una precottura, io non l’ho fatta), bucherellare il fondo (io l’ho dimenticato) e versare il composto, decorare a piacere ed infornare per 20 minuti coperto con carta forno (io faccio così) e 15 minuti scoperto.

crostata caki fetta1-001

Questa ricetta può diventare senza glutine se si adopera la farina adatta, si può fare una frolla con l’olio se si è intolleranti al lattosio, si possono eliminare le uova, facendo una brisè, se si è intolleranti alle uova.

Il bello della cucina di casa è che puoi trasformarla, stravorgerla a piacere, è così che ci si diverte, almeno io così mi diverto.

Buon fine settimana e viva i cachi!!!

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