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Gelatina di peperoni rossi e grissini con fave di cacao, esperimenti fuori stagione.

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Nella Storia Generale e Naturale delle Indie, Gonzalo Fernàndez de Orviedo, uno dei biografi di Colombo, scrive che in Nuova Spagna (l’attuale Messico), all’inizio del XVI secolo, le fave di cacao avevano la stessa funzione dell’oro e dell’argento nel vecchio continente.

Venivano quindi usate come moneta di scambio per gli acquisti: una zucca 4 semi, uno schiavo 100 semi, un pomodoro 1 seme, le prestazioni di una prostituta 8-10 semi.

Il cacao venne ignorato a lungo nel Vecchio Continente per l’impossibilità di esportarlo; la pianta del cacao è molto delicata e parecchio ostinata: rifiuta di crescere lontano dall’Equatore, non sopporta temperature inferiori ai 16°C. ed esige un’umidità superiore ai 75-80% per tutto l’anno.

Se queste condizioni non sono rispettate la pianta non produce, anzi, spesso si ammala e muore; i germogli, qualora crescano in ambiente favorevole, impiegano quasi quattro anni per dare i primi frutti.

Questi, poi, non sono spontaneamente in grado di aprirsi e, quindi, di disperdere i semi; per fortuna nel passato ci hanno pensato le scimmie, assai ghiotte della polpa, la separavano dai semi amari che venivano, in tal modo, dispersi nell’ambiente.

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Un famoso chef stellato della mia Regione, un giorno mi disse che è molto importante che chef, addetti ai lavori e foodblogger diano buon esempio rispettando per primi la stagionalità: il consiglio mi è rimasto talmente impresso che sono diventata restia a comperare prodotti fuori stagione, questo indipendentemente dall’essere o meno una “foodblogger” ;-)

Ho fatto eccezione per questa gelatina: avevo trovato nel cesto delle offerte dei bellissimi peperoni rossi, cicciottelli che mi hanno ricollegata ad una ricetta che rimandavo da tempo ed avendo a disposizione le fave di cacao e la complicità di  una giornata piovosa e grigia, mi sono messa al lavoro.

La ricetta, compresi grissini, sono un’idea di Paolo Zoppolati, del Giardinetto di Cormons (GO) dove ho cenato tantissimi anni fa, all’epoca dei piccioni viaggiatori.

Ho frequentato molto di più il Giardinetto Cafè, bar “chiccato e tazzinato” per la qualità del caffè e del locale: dolci sublimi ed irresistibili, si fa fatica a non fare il bis.

Dopo questa parentesi, spero che il mio “stolker” non si prenda la briga di telefonare a Paolo Zoppolatti,  non ci conosciamo, l’ho visto, oltrechè in tv, in occasione della seconda stella Michelin di Emanuele Scarello (n.d.r.)

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Premetto che, in corso d’opera, ho apportato qualche modifica: avendo sotto gli occhi la foto della gelatina, risulta molto più chiara e non si intravedono tracce di buccia; credo che lui abbia adoperato il bimby, se l’avete non togliete la buccia.

Non è una ricetta complicata, anche se all’apparenza può sembrarlo, se non avete le fave di cacao potete sostituirle con granella di pistacchi o semi di zucca o anche pinoli tostati, potete aggiungere del basilico fresco così da rimanere nel classico, fate voi, questa è solo un’idea.

Alla fine ho aggiunto la versione vegana con l’agar agar, per le mie followers vegane/vegetariane.

Ingredienti per la gelatina di peperoni rossi (4 persone):

  • 3 peperoni rossi (io 4 perchè erano piccoli),
  • 1 cipolla piccola,
  • olio extravergine d’oliva,
  • 15 cl. di brodo vegetale,
  • 4 fogli di gelatina,
  • 20 g. di fave di cacao pestate (eliminare il guscio coriaceo ed adoperarel’interno),
  • sale.

Come fare:

tritare la cipolla, lavare i peperoni eliminando i semi e le parti bianche; tagliarli a pezzi grandi (io ho fatto così per poterli spellare facilmente).

Stufare cipolla e peperoni in olio evo, dopo 10 minuti aggiungere il brodo vegetale e continuare la cottura per altri 10 minuti; nel frattempo mettere in ammollo i fogli di gelatina.

Quando i peperoni avranno la pelle raggrinzita, eliminarla e frullare il tutto: se vedete che la consistenza è troppo densa, aggiungere altro brodo vegetale, regolare di sale.

Sciogliere la gelatina in poco brodo vegetale ed unirla ai peperoni, frullare e versare negli stampini il primo strato, riporre in frigorifero per qualche minuto, distribuire le fave di cacao pestate e versare altra gelatina: decidete voi quanti strati volete fare.

Al momento di sformare gli stampini, immergere il fondo nell’acqua calda, servire con un filo d’olio extravergine di oliva, nella versione senza fave di cacao ma con il basilico, io lo servirei con un pesto o un olio al basilico.

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Versione vegana con agar agar.

Prima di inserire la gelatina, ho messo da parte un po’ di composto per la versione vegana con agar agar: ho scelto di fare una versione al cucchiaio per pucciarvi i grissini, il colore è più tenue perchè ho aggiunto altro brodo vegetale, la quantità, c.ca 80 g. (dosi indicative).

Ho sciolto una puntina di cucchiaino di agar agar nel brodo, ho portato ad ebbollizione ed ho unito al composto di peperoni, ho mescolato le fave di cacao pestate ed ho riposto in frigorifero per 1 ora, ho frullato la gelatina per renderla cremosa, l’ho versata nella ciotola e me la sono gustata pucciando i grissini alle fave di cacao.

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Ingredienti:

  • 250 g. di farina (nella ricetta non è specificato il tipo, io Manitoba),
  • 5 g. di lievito di birra sciolto in acqua tiepida La ricetta scrive 1/2 bicchiere ma non specifica la capienza),
  • 1 cucchiaio di olio evo,
  • 20 g. di fave di cacao pestate,
  • acqua q.b. per raggiungere la consistenza,
  • 1/2 cucchiaino di sale (nella ricetta non c’è ma io l’ho messo).

collage grissini cacao

Come fare (io ho impastato nella MDP):

sciogliere il lievito in acqua tiepida, aggiungere l’olio, mescolare ed unire la farina setacciata, il sale e un altro po’ d’acqua, lavorare fino ad ottenere un impasto morbido, a questo punto unire le fave di cacao pestate ed impastare ancora (con la MDP 1/4 d’ora.

Il composto dev’essere morbido ma non appicicoso, per questo io ho dosato l’acqua poco a poco; stendere l’impasto ad un altezza di 1 cm. e mezzo e far lievitare in forno con la luce accesa per un’ora.

Preriscaldare il forno a 180°C.

Ritagliare delle strisce larghe 2 cm e tirarle attorcigliandole (la prossima volta farò le sctrisce più sottili) ed infornare fino a doratura, controllare la colorazione, io gli ho dato un “aiutino” col grill alla fine.

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Ello ha gradito tutto, forse il suo palato sta iniziando a modernizzarsi oppure si appella al detto: o mangi ‘sta minestra o salti dalla finestra?

Per oggi è tutto, provate, se vi va.

Buona domenica e buon inizio di settimana

P.S.: la categoria *senza glutine* si riferisce unicamente alla gelatina


Soufflè di tagliolini al tartufo e scuete dal boç nel cavolo rapa, in mantello croccante ai semi di zucca.

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Le ricette dei professionisti sono il risultato della tecnica acquisita con lo studio, la pratica e l’esperienza, nascono da una minuziosa ricerca atta ad ottenere un perfetto equilibrio nelle consistenze ed abbbiamenti.

Io sono una dilettante e le “mie ricette”, d’obbligo le virgolette, sono il risultato di tante coincidenze e circostanze: spesso, come in questo caso, dal momento della nascita dell’idea al momento di concretizzarla, passa molto tempo durante il quale, si inanellano altre idee e spunti.

Poi arriva il momento e mi butto a capofitto nell’impresa: l’idea del souffflè nel cavolo rapa mi era balenata mesi fa, stimolata dal tema del  mese di una famosa sfida tra foodblogger che era proprio il soufflè.

Giorni fa, in un supermercato ho trovato dei meravigliosi tagliolini al tartufo e, ricordando che nel libro di ricette dell’Hotel Sacher, il cavolo rapa viene spesso abbinato al tartufo, ecco fatto.

Lo spunto per il soufflè di pasta arriva dal Talismano della felicità, quello per il mantello croccante dal soufflè nella mela di Knam, ma ora andiamo in cucina, accantoalcamino.

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Ingredienti:

  • 2 cavoli rapa medi,
  • 100 g. di tagliolini freschi al tartufo,
  • 2 uova,
  • 1 l. di latte,
  • 2 cucchiai di panna fresca,
  • 30 g. di burro,
  • 60 g. di scuete frante,
  • sale,
  • pepe di Szechuan.

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Ingredienti per il mantello croccante:

  • 30 g. di farina di riso,
  • 30 g. di latte,
  • sale,
  • semi di zucca,
  • semi di zucca tritati.

collage cavolo rapa

Come fare:

pelare i cavoli rapa, segnare la parte da mantenere con un coppapasta e scavare la polpa mantenendo uno spessore di 1 cm. e mezzo; la polpa conservarla per un’altra ricetta.

Cuocere a vapore i cavoli per una decina di minuti, controllare la consistenza, i cavoli non devono scuocere; metterli con la parte scavata su carta assorbente, asciugarli e spennellarli con burro fuso per impermeabilizzare le pareti.

Nel frattempo cuocere i tagliolini nel latte salato lasciandoli molto al dente: ho scelto di cuocerli nel latte affinchè lo straordinario profumo di tartufo non venisse disperso nell’acqua, permettendomi così di adoperare una parte di latte per la ricetta.

Scolare i tagliolini e condirli con il latte bollente, il burro, la panna, la scuete, il pepe di Szechuan, che ho scelto per il profumo, far intiepidire ed unire, uno alla volta, i tuorli.

Preriscaldare il forno a 210°C. (appena infornati i cavoli, abbassare a 200°C.).

Preparare la pastella con la farina , latte e sale ed avvolgere le pareti esterne dei cavoli: uno verrà rotolato nei semi interi di zucca, l’altro in quelli tritati.

Mettere i due cavoli nella teglia con la base foderata con carta forno, montare gli albumi a neve ferma ed incorporarli, delicatamente nel composto di tagliolini; riempire a 3/4 i cavoli con il composto ed infornare per 30 minuti.

I tagliolini rendono il soufflè meno delicato, così potrete fare le foto senza timore:per curiosità proverò a rifare questo soufflè nella classica cocottina, vi informerò del risultato.

Essendo avanzata una parte di composto di tagliolini, ho preparato una tortina salata con un po’ di pasta sfoglia che avevo in frigo.

tortina salata avanzi soufflè-001

Nei soufflè, quasi sempre, i formaggi protagonisti sono il Parmigiano e/o Gruviera, Sbrinz (che adoro) e va a finire che i sapori dell’ingrediente base scelto per la ricetta, venga un po’ nascosto dalla loro presenza quindi, ho deciso che, dove mi sarà possibile, di sostituirli con i formaggi della mia Regione.

collage Borgotitol

Ed è proprio merito del formaggio che avevo pensato per questa ricetta che, non trovandolo allo spaccio, sono andata a prendermelo direttamente a Tramonti di Sopra, dove sono stata ricevuta da Heidy (a sx), Achille (al centro) e Fiocco di Neve (a dx) che, baciandomi, mi ha trasformata in una principessa per qualche ora, ma di questo vi racconterò la prossima volta.

Buona settimana


Tatin con pere, cannella, cioccolato e zenzero, la rivincita speziata di 2 Amiche e tracce di primavera accantoalcamino.

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Non sono la persona più adatta per descrivere l’amicizia, anche perchè credo che l’amicizia sia un “affare” privato che ognuno di noi vive ed interpreta a modo proprio.

Io, e voi lo sapete bene, non sono una tipetta facile e spesso le mie amicizie naufragano a causa del mio temperamento però… E c’è un però, molte di queste amicizie naufragate ritornano, su scialuppe di salvataggio, magari dopo anni, come Tom Hanks in Kast Away.

Altre non tornano più, inutile rincorrerle, come Wilson, l’amico immaginario di Tom, ma rimangono dentro di te, per sempre; altre le butti in mare, che vadano pure alla deriva, senza rimpianti.

Io ne ho di amiche/amici, spesso non c’è frequentazione ma rimane comunque un filo invisibile ad unirci e così, le distanze si accorciano magari preparando un dolcetto che sai piacerle/gli.

Con l’Amica di oggi, oltre l’amore per l’arte, gli animali e la natura, condividiamo il disappunto di vivere con un ello che non ama la cannella né sapori speziati e che mettono sempre naso e becco dappertutto, ecco, viviamo con due tuttologi :-D e questa tatin vuole essere una specie di dolce, speziata e goduriosa rivincita<3

Come prima prova ha bisogno di qualche ritocco, qualche pera in più, per esempio, per colmare naturalmente i vuoti che si creano in cottura; un po’ di attenzione in più anche al momento di sformarla ma sono dettagli, il profumo ed il sapore hanno distolto l’attenzione dall’aspetto.

La frolla alla cannella e zenzero è riuscitissima, da rifare, ha l’aspetto compatto ma si scioglie in bocca, come ha detto lei che di frolla se ne intende.

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Io ho adoperato una padella in rame col manico del diametro di 22/23 cm, come questa

Ingredienti:

  • *pasta frolla,
  • 6 pere Kaiser ma potete metterne di più,
  • 4 cucchiai di zucchero di canna,
  • 2 cucchiai di fiocchi di burro,
  • radice di zenzero fresco,
  • gocce di cioccolato fondente,
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere.

Ingredienti per la pasta frolla alla cannella e zenzero:

  • 300 g. di farina 00,
  • 150 g. di zucchero,
  • 150 g. di burro,
  • 2 tuorli (io ho messo 1 tuorlo ed 1 uovo intero per lapresenza della cannella e zenzero in polvere),
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere,
  • 1 cucchiaino da te di zenzero in polvere,
  • 1 pizzico di sale.

Come fare la frolla (io la faccio nel mixer ad intermittenza):

setacciare la farina con la cannella, lo zenzero ed il sale, unire il burro ammorbidito a pezzetti, lo zucchero, tuorlo e l’uovo intero.

Formare una palla e riporla in frigorifero per 1 ora: per questa tatin ne basta poco più della metà, la frolla che rimane potete congelarla o fare dei frollini al momento.

collage tatin pere

Prepariamo la tatin:

intanto che la frolla riposa in frigorifero, preparare le pere: sbucciarle e tagliarle in 4 parti, eliminare semi e torsolo.

Preriscaldare il forno a 180°C.

Sul fondo della padella o tegame che avete scelto spargere lo zucchero di canna, disporre a raggera gli spicchi di pera con la parte tagliata verso l’alto, spolverare con altro zucchero di canna, qualche fiocchetto di burro ed infornare per 15 minuti.

Far raffreddare e nel frattempo stendere la frolla, ricavarne un cerchio leggermente più largo della padella; prima di appoggiarlo sulle pere rifinite la preparazione cospargendole con lo zenzero fresco grattugiato, le gocce di cioccolato ed ancora una spolverata di cannella;  spingere delicatamente i bordi della frolla verso l’interno.

Infornare e cuocere per 30/4a minuti, controllare; far raffreddare per qualche minuto, appoggiare cspra la padella un piatto da portata e rovesciare la tatin, magari meglio di come abbia fatto io ;-)

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Ed ora qualche traccia di primavera accantoalcamino:

collage germogli

Per oggi è tutto, alla prossima


Torta alla casatella DOP, mou di noci e purea di pere: una cheesecake trevigiana?

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Oggi vi porto fuori dai confini della mia regione, andiamo a Treviso, splendida cittadina, citata anche nella Divina Commedia “…dove Sile e Cagnan s’accompagna”.

Treviso e la sua provincia hanno dato i natali allo straordinario radicchio tardivo, alla casatella trevigiana DOP, al Prosecco e a tanti altri prodotti d’eccellenza e… anche a tre foodblogger bravissime, a dimostrare che l’aria della Marca Trevigiana fa bene.

Anni fa comperai un libricino, all’interno, una ricetta tra tante, attirò la mia curiosità: delizia di casatella su crostata di noci al mou”; dalle mie parti non è stato mai facile trovare la Casatella Trevigiana DOP, ma dopo la scoperta di questa ricetta ho aguzzato la vista e quando la trovavo per me era una festa, ma la casatella, fino a venerdì scorso, finiva nel piatto insieme con una pera e diventava il mio pranzo; anche qui finisce accanto ad una pera ma è un’altra storia.

Spesso, le ricette che si trovano sui libri, specialmente se fanno parte del menù di un ristorante (segreto professionale ;-) ) vanno interpretate, rivisitate e corrette e se non si ha almeno un briciolino di esperienza, si rischia il flop quindi vi spiegherò come ho fatto io, fidatevi…

La ricetta originale contempla 6 monoporzioni da 8 cm., io ho optato per uno stampo da 18 cm. perchè la volevo goduriosa, con uno stampo da 22/24 sarà più bassa ma sempre straordinaria… Beh, si evince che ne sono innamorata ?

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Passiamo alla ricetta, la frolla potete fara il giorno prima, con la vostra ricetta del cuore, chi ha poco tempo può adoperare quella pronta, non siamo rigidi, se avanza fate dei biscottini; io avrei dovuto stendere la frolla più sottile (n.d.r.).

Lo stesso discorso vale per il mou alle noci, se avanza potete adoperarlo per decorare un budino o, se preferite, potete servire questa crema alla casatella in un bicchiere, come dolce al cucchiaio, alternandola al mou; come dico sempre, a voi la scelta.

Ingredienti per la crostata di noci al mou:

  • pasta frolla,
  • 125 g. di noci spezzettate,
  • 100 g. di zucchero di canna,
  • 60 g. panna.

collage base cheese casatella

Come fare la crostata di noci al mou:

stendere la pasta frolla ad uno spessore di mezzo cm., bucherellarla ed infornare a 170°C. per 20 minuti.

In un pentolino dal fondo spesso, a fuoco bassissimo, far sciogliere lo zucchero di canna, unire le noci spezzettate, amalgamarle bene al caramello ed unire la panna, mescolare e stendere il più possibile uniformemente il composto sulla pasta frolla, far raffreddare.

Nel frattempo preparare la crema di casatella.

Ingredienti per la crema di casatella, in ordine di apparizione:

  • 2 tuorli,
  • 1 uovo intero,
  • la scorza di mezzo limone,
  • 150 g. di zucchero,
  • 2 fogli di colla di pesce,
  • 200 g. di casatella trevigiana (1 confezione),
  • 200 g. di panna fresca + un po’ per sciogliere la gelatina.

collage composto crema casatella

Come fare la crema di casatella:

mettere tuorli, uovo, scorza di limone e zucchero in una bastardella (pentola dal fondo concavo) e, a bagnomaria, montare il composto e pastorizzare le uova portando la temperatura del composto a 65°C. per 3 minuti.

Ammorbidire la colla di pesce in acqua fredda, strizzarla e scioglierla in poca panna, se preferite potete scioglierla nel rum o limoncello.

Inorporare la gelatina alle uova e raffreddare a bagnomaria con del ghiaccio; setacciare la casatella, amalgamarla al composto e, alla fine unire delicatamente la panna montata.

Comporre il dolce:

adagiare il disco di frolla e mou alle noci sulla base dello stampo scelto, foderare il bordo interno con carta forno e versare la crema, livellarla e riporre in frigorifero per almeno 3 ore (io tutta la notte).

Per accompagnare la torta è consigliata una purea di pere e cannella, anche questa potete prepararla prima.

Ingredienti per la purea di pere e cannella:

  • 2 pere kaiser,
  • 1 cucchiaio di zucchero,
  • cannella in polvere a piacere,
  • acqua.

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Come fare la purea di pere:

sbucciare le pere e tagliarle a pezzi e metterle in un pentolino con lo zucchero, la cannella e poca acqua; cuocerle e frullare (io le ho preparate la sera prima e le ho frullate il giorno dopo).

Per decorare ho essicato nell’essicatore le fette di pera, nel web trovate indicazioni per farlo in forno.

Ho servito la fetta con mezzo gheriglio di noce, una fetta di pera essicata che ho “cercato” di riprodurre con la purea di pere decorata con del cioccolato fondente fuso, provate se vi va.

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 Buona domenica


Parmigianine di baccalà.

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Ricettina perfetta per domani, venerdì, venerdì pesce, almeno quando io ero fanciulla era così: il venerdì niente carne.

Questa è una ricetta che avevo già postato ma faceva parte di un post multiplo e, dal momento che ho deciso che questo blog è il ricettario mio e di alcune amiche, eccomi qui a scorporarlo e farlo brillare di luce propria.

Il parmigiano è spesso presente nelle preparazioni con il baccalà e queste parmigianine sono la conferma che il matrimonio formaggio-pesce è perfetto, funziona e dura nel tempo.

Queste parmigianine, compresa la variante con ricotta affumicata, sono deliziose e sono semplici da fare; le trovo adatte per le feste, si possono preparare il giorno prima ed infornare al momento del servizio.

Baccalà da dissalare-1

Ingredienti:

  • fettine di baccalà,
  • albume,
  • semi di zucca tritati,
  • parmigiano grattugiato,
  • ricotta affumicata (per la terza versione),
  • sale,
  • olio evo,
  • aglio,
  • passata,
  • salsa al prezzemolo.

Per il condimento, passata e salsa al prezzemolo:

  •  passata di pomodoro,
  • prezzemolo,
  • olio evo,
  • aglio,
  • peperoncino,
  • sale.

Come fare la passata:

cuocere la passata soltanto con l’aglio intero (da togliere) sale e peperoncino.

Come fare la salsa al prezzemolo:

frullare col frullino ad immersione il prezzemolo con l’olio evo e sale, aggiungere uno spicchio d’aglio schiacciato e lasciar insaporire; filtrare.

collage baccalà perparmigianine

Comporre le parmigianine:

battere delicatamente le fettine di baccalà (aiutarsi con la pellicola), passarle nell’albume leggermente sbattuto e nei semi di zucca mescolati al sale (poco).

Rosolare il baccalà, a fuoco vivo, nell’olio evo profumato con l’aglio, far asciugare su una carta assorbente e, dopo aver asciugato sulla carta comporre le parmigianine mettendo sul piatto un pò di passata, una fettina di baccalà, passata, salsina al prezzemolo, parmigiano grattugiato (2 strati) finire col parmigiano e granella di semi di zucca.

Gratinare in forno per sciogliere il formaggio.

La variante con la ricotta affumicata, che ci sta d’incanto (n.d.r.) il procedimento è uguale, sostituire soltanto il parmigiano con la ricotta affumicata.

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Buon fine settimana, a presto: un saluto speciale a chi mi ha contattato privatamente per un saluto


Sospiri, cacao… amaro

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«Eravamo in tanti nell’immensità della piantagione. Le foglie secche del cacao tappezzavano la terra dove i serpenti si scaldavano al sole dopo le grandi piogge di giugno. I frutti dorati pendevano dai rami come lanterne antiche. Meravigliosa mescolanza di colore che rendeva tutto bello ed irreale, meno il nostro lavoro sfibrante.

Alle sette del mattino eravamo già sul posto a tirare giù cacao, dopo aver affilato i coltelli di fronte allo spaccio. Alle cinque di mattina una sorsata di acquavite e un piatto di fagioli ci davano le forze per il lavoro della giornata. Honoris mi insegnò il lavoro.

Diventammo buoni amici all’ombra avvolgente della piantagione, dove il sole non penetrava. I miei piedi cominciavano a circondarsi di una crosta grossa formata dal vischio del cacao che l’acqua del fiume non riesce a tirare via…»

(Jorge Amado, Cacao, Einaudi, Torino)

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Ogni tanto mi avventuro in imprese più grandi di me,  fuori dalla mia portata, questo mi piace, mi stimola; specialmente in un momento in cui ho poco entusiasmo e, in assenza di stimoli, vivo alla giornata.

In attesa della primavera reagisco così, con prove maldestre in cucina: non so perchè questi dolcetti si chiamino sospiri, forse perchè leggendo la ricetta un sospiro nasce spontaneo: riuscirò mai a farli?

Ebbene si, dopo anni di sospiri guardando la foto, finalmente li ho fatti, assaporati e fatti assaporare: non sono perfetti nell’esecuzione come gli originali, io ho voluto esagerare con la panna che li ha resi più alti; in fondo la caratteristica di questi dolcetti sta proprio nella sorpresa di trovare un soffice strato di panna quando si addenta la crosticina di cioccolato, ecco, è questo il sospiro.

Io scrivo la ricetta originale, non avendo un coppapasta da 3 cm. li ho fatti da 2; le dosi di panna e di cioccolato sono esagerate, specialmente la cioccolata, secondo me ne bastano 250 g., lo verificherete se vi dovesse venire la tentazione di provare.

Ingredienti per 16 pezzi, per la pasta frolla:

  • 80 g. di burro,
  • 65 g. di zucchero,
  • 1 uovo,
  • 170 g. di farina,
  • 1 pizzico di sale,
  • vaniglia.

Per la decorazione:

  • 200 g. di panna da montare,
  • 500 g. di cioccolato fondente (70%).

Come fare la pasta frolla:

lavorare il burro con lo zucchero, unire l’uovo, il sale, la vaniglia fino ad ottenere un composto spumoso.

Incorporare la farina senza mescolare troppo a lungo.

Formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e riporlo in frigorifero per 15 minuti (se dovesse risultare ancora morbido prolungare a 30 minuti).

Preriscaldare il fono a 220°C.

Stendere la frolla ad uno spessore di 3 mm. e ricavare 32 tartellette da 3 cm., adagiarle negli stampini (io le ho messe nei pirottini) e cuocere per c.ca 12/15 minuti.

Sfornarle, lasciarle raffreddare ed estrarle dagli stampini: nel frattempo montare la panna (non zuccherarla) e metterla nella tasca da pasticcere (sac a poche).

Distribuire la panna su 16 tartellette e metterle in freezer per 1 ora; sciogliere il cioccolato a bagnomaria ed immergervi le tartellette capovolte facendo in modo da ricoprire lo strato di panna; appoggiare sopra le rimanenti 16 tartellette e decorare col cioccolato… Meglio di come abbia fatto io ;-)

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Chi li ha assaggiati li ha apprezzati, provate se vi va.

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Buona settimana

mafalda

 


Cannelloni di porro, un’idea per tutti.

Cannelloni di porro cornice1

Dico la verità, mi mancate, mi mancano le/i mie fedelissime/i, mi manca leggere i loro commenti ma riesco a percepire l’affetto e la stima di chi ha imparato a conoscermi e perdonarmi capricci, e colpi di coda.

Ieri la mia dolce Perla ha fatto il vaccino ed oggi è mogia mogia così, per coccolarmela un po’, la tengo sulle ginocchia e coccolo anche il blog e voi con una ricettina semplice, versatile che può passare dal vegano al peccaminoso trasgressivo in un attimo.

Sapete già che io sono privilegiata, posso andare nel campo di Milva e raccogliermi i porri così, come piacciono a me, sporchi di terra, con tutte le barbe che non butto mai via ed ho Perla che li controlla, non posso lamentarmi :-)

Perla e porro-1

Questa, proprio per la sua versatilità, è una ricetta senza dosi, ognuno ricaverà dal porro la quantità di cannelloni e, a seconda delle proprie abitudini alimentari, scegliere e dosare i propri ingredienti quindi, se siete vegani, al posto della ricotta, potete farcirli con verdure e tofu, se siete vegetariani e mangiate pesce, potete farcirli con un composto di porro, patate e salmone ecc., se non avete problemi la scelta si estende all’infinito, lascio a voi la scelta.

Ingredienti:

  • porro,
  • scuete dal boç*,
  • funghi champignon trifolati (porcini, finferli ecc.),
  • pezzetti e striscioline di pancetta affumicata (o speck, prosciutto, di Sauris),
  • aglio di Resia in polvere,
  • burro,
  • pane grattugiato,
  • parmigiano.

cannelloni di porro cornice

Come fare:

scegliere dal porro la sezione più adatta ad ottenere un cannellone, sfilara (deve rimanere intero), lavare e cuocere a vapore per conservare il sapore ed il colore.

Preparare il ripieno, quello che vi piace di più e che si avvicina alla vostra cucina, regolare di sale ed inserirlo nel cannellone di porro aiutandosi con la sac a poche.

Io ho adoperato la ricotta frantumata di Borgotitol, funghi champignon trifolati ed aglio di Resia in polvere.

Oliare o imburrare una cocotte monoporzione o, se avete più persone in famiglia, una pirofila.

Disporre i cannelloni di porro legati con striscioline di pancetta o speck o prosciutto (io, di parte, ed amando il sapore affumicato, prediligo quelli di Sauris), fate voi, spolverizzarli con formaggio stagionato, pane grattugiato (se siete intolleranti al glutine sceglierne uno da prontuario) ed olio o burro, anche di soia per i vegani, i quali potranno sostituire il formaggio con il Parmigiano vegano.

Infornare a 180°C. per 20 minuti e con funzione grill fino a doratura.

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Nella foto finale ci sono tre cannelloni, non penserete mica che ello si sia accontentato di due ;-) Li ha apprezzati e non ho avuto il coraggio di sottrarglieli per fotografare l’interno, potete perdonarmi?

Alla prossima, con affetto e grazie Kiara per la fiducia

*scuete dal boç (Si tratta di una ricotta impastata con sale, pepe e semi di finocchio selvatico; quindi viene stagionato per un mese e mezzo per acidificarlo e garantirne la conservazione per lungo periodo.)