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Pistùm.

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La Val Tramontina, oltre ad avere una natura incontaminata e particolare ed attirare anche un distratto turista in rilassanti escursioni, è una zona ricca di sapori e specialità culinarie e cibi della tradizione.

Alcuni, dopo essere caduti nell’oblio, stanno ritrovando un ruolo importante non solo nella cucina familiare ma soprattutto durante le manifestazioni incentrate sui sapori del Friuli Venezia Giulia e nei ristoranti che offrono la cucina tipica regionale.

Il buon pistum, derivato da una materia prima economica, una semplice rapa, è uno dei cibi riportati alla notorietà. In questi anni infatti, è stato giustamente rivalutato come cibo essenziale dei valligiani durante i lunghi mesi invernali.

Nei piccoli orti familiari tutti i tramontini avevano l’abitudine, insieme alle patate, ai fagioli, alle verze, di coltivare una certa quantità di rape, per farne una scorta alimentare durante i mesi freddi.

rape con foglie-001

Ogni famiglia sapeva preparare il suo pistum: le inchieste fatte nelle varie borgate della Val Tramontina ci hanno permesso di constatare che il modo di prepararlo era molto simile ovunque.

All’inizio dell’autunno si raccoglievano le foglie di rapa, si sbollentavano (si deva ‘na sbrovada) nel paiolo (cialderia) della polenta: scolate venivano sovrapposte in una cita di piera o un bos di len o in caratel.

Una volta ben pressate, erano chiuse con un coperchio di legno sul quale si poneva un peso, magari un grosso sasso, per tenerle ben schiacciate.

Il contenitore si portava all’aperto perchè al glaci, doveva ghiacciare; più la temperatura, durante l’inverno scendeva (inglaciava) più il pistum sarebbe diventato buono.

Al vol glaciât, à di vignir garb (acido) per essere buono; di solito si dènices verso Natale, si cominciava a mangiarlo verso le feste Natalizie.

Dal contenitore si toglieva man mano la quantità che serviva per il consumo di qualche giorno: sul cioc si pestava cul manarin, cioè, si tagliava a piccole listarelle.

Si metteva dentro il paiolo con il brodo della polenta per un bollore (sbroves), si aggiungeva un poco di lardo pestato e scaldato in un tegame, sale e epe, volendo anche un spigul di ai (uno spicchio d’aglio). Attualmente si condisce, dopo pochi minuti di bollitura, direttamente in una terrina.

Il pistum, dal sapore leggermente acidulo, può essere conservato in frigo, in un vaso di vetro, per alcuni giorni.

Al giorno d’oggi si prepara in modo più semplice: non si lasciano più ghiacciare le foglie di rapa ma si prepara il pistum direttamente con le foglie fresche: acquista un sapore meno acidulo è più apprezzato dai “palati moderni”.

Brochure Tramonti-001

Ecco, questo e molto altro potrete trovarlo sulla brochure messa a disposizione dalla Pro Loco di Tramonti di Sopra, io ho preparato la ricetta, diciamo, più moderna, con le foglie di rapa gentilmente portatemi dal Signor Alido.

La farina di polenta arriva anch’essa da Tramonti, un prezioso dono del Signor Roberto che ha diviso con me la sua ultima scorta; ho omesso il lardo ed ho adoperato l’aglio di Resia.

collage pistum

Si propone una rivisitata ricetta per una preparazione casalinga: un tempo, questo era il piatto unico delle sere d’inverno,ora è diventato una pietanza sfiziosa da servire per accompagnare alcune portate di carne o da servire semplicemente con la polenta.

Ingredienti per 4 persone:

  • 150 g. di foglie di rapa,
  • 150 g. di farina di mais,
  • 1 spicchio d’aglio (di Resia),
  • lardo, burro (io olio evo),
  • sale,
  • pepe,
  • primule, fiori di tarassaco, steli d’aglio selvatico per decorare (la mia versione), tutto è edibile.

Pistum pp-003

Come fare:

lessare le foglie di rapa (io le avevo preparate precedentemente e conservate, con il loro liquido, in congelatore) e tritarle per ridurle in poltiglia.

Soffriggere il lardo con lo spicchio d’aglio, unire le foglie di rapa e cuocerle per alcuni minuti, regolare di sale epepe.

In un’altra pentola portare a bollore l’acqua, salare e versare a pioggia la farina di mais; mescolare e lasciare la polenta molto liquida.

Versare alcuni mestoli di questa polenta nel tegame del pistum e cuocere lentamente fino ad ottenere una crema densa: a piacere, prima di servire, si può aggiungere una noce di burro (oppure un filo d’olio evo).

Il signor Alido mi ha raccontato che si tendevano a mantenere più liquide le minestre, la polenta ecc. perchè il potere saziante era maggiore e più liquido era e più si riempiva il pancino…

Orti a Tramonti di Sopra e pistum

Tramonti di Sopra e Pistum.

Per oggi è tutto, ringrazio Elisa Pessa che mi ha autorizzata ad utilizzare il materiale dell’opuscolo: alla prossima ricetta


Borgotitol e Tramonti di Sopra, come trasformare un giorno ordinario in uno straordinario.

Panorama-001

Si percepisce subito, appena si imbocca la strada sterrata che porta a Borgotitol, che lì, in mezzo a quelle montagne che si fanno massaggiare i piedi dalle limpide acque del Meduna, la vita segue i ritmi della natura.

sopra il Meduna-001

E nel rispetto della Natura si allevano le sue creature, in libertà: a Borgotitol gli animali vengono allevati per nutrire l’uomo ma senza gli eccessi, sprechi ed inutili crudeltà che caratterizzano la nostra epoca.

mucche felici-001

Le mucche, in questo momento tutte gravide, partoriranno in autunno, al caldo, in un posto tranquillo: sono mucche da latte, generose, danno tanto latte che la moglie del patron ha imparato a trasformare in formaggio e può vantarsi di aver attirato l’interesse di maestri casari del Trentino che la stanno aiutando a migliorare il prodotto già buono.

L’umiltà di accettare l’aiuto da altri, da chi ha più esperienza, è questo il Friuli Venezia Giulia che mi piace, quello propositivo, riservato, discreto, che lavora, senza tante chiacchiere.

Al lavoro-001

La moglie del Patron, talento naturale, ha elaborato un formaggio erborinato che sta maturando in cantina, stanza inserita nella struttura che un giorno, probabilmente già quest’estate, si completerà con un laboratorio didattico dove verranno raccontati i vari passaggi della lavorazione; una splendida iniziativa per avvicinare i giovani alla Natura, al lavoro e, chissà che non sia l’inizio di una nuova presa di coscienza da parte loro.

Sarà adiacente uno spaccio con degustazione per chi non avesse tempo di fermarsi a pranzo nell’Agriturismo, in estate aperto tutti i giorni, meno uno per il meritato riposo della Famiglia…

A Borgotitol non si mangia vitello, i piccoli maschi vengono lasciati tranquilli al pascolo fino all’anno e mezzo, lo so, ai vegani sembrerà terribile ciò che scrivo ma, come ha detto il Patron: questa è una fattoria, non uno zoo… Come dargli torto?

Il signor Roberto mi fa da guida, sono fortunata, è l’unico giorno in cui è più tranquillo: l’agriturismo è chiuso e quindi può rispondere alle mie domande da fanciulla stupita.

la casetta del fumo al lavoro-001

Iniziamo con la visita alla casetta dell’affumicatura, la foto è stata fatta poco prima che andassi via: l’affumicatura avviene in 3 tempi adoperando legno di nocciolo con l’aggiunta di ginepro per il profumo.

collage affumicatura

All’interno della casetta sua maestà la pitina, nelle varie fasi di affumicatura in compagnia di salsicce, salami e pancette.

collage pitine aff.

Separato, solitario ed altezzoso (nel senso che è appeso più in alto ;-) ) sua maestà lo speck, del quale non conoscevo la lavorazione: viene ricavato, come il prosciutto, dalle cosce di maiale, disossate, pressate, salate e massaggiate con spezie e fatte stagionare fino al momento dell’affumicatura.

speck affumiccatura-001

Prosegue la visita alla stalla dei maiali che mi palesano il loro disappunto e quindi mi ritiro :-D

maiale pipì-001

Procediamo verso l’aia, spazio grandissimo che permette ad oche, galline, polli del collo nudo, faraone, tacchini, di scorazzare liberi.

Ragazze, se vi dicono sei un’oca beh, sentitevi onorate: le oche sono solidali tra loro, si proteggono, si difendono, si tutelano dagli attachi esterni.

Esempio? Nell’aia un’oca stava covando ed il patron mi ha detto che ha avuto il suo daffare per pulire, le oche amiche della futura mamma, temendo un abuso, hanno iniziato a starnazzare ed attaccare il malcapitato :-D

collage oche

Nella fattoria di Borgotitol le oche fanno parte della famiglia, sono “animali” da compagnia, le galline sono galline ovaiole: tutte le specie convivono serenamente e, si sa, soltanto da chi vive serenamente si può ottenere il meglio: la natura insegna, a buon intenditor!

collage vita nell'aia

É ora di mangiare qualcosa, in semplicità, la cucina di casa, sono emozionata e grata ospite; intanto che il patron prepara un veloce sugo per la pasta, con i suoi prodotti: salsa di pomodoro, cipolla e salsiccia.

un sugo veloce per stare insieme-001

E nel frattempo che il sugo pipia (alla napoletana) sul fornello, affetta la lugianegia e la mette sul tagliere: non resisto, il mio istinto criminale da foodblogger prende il sopravvento e devo fotografare (oltrechè mangiare ;-) ).

lugianegia-001

Vi chiederete: cos’è la lugianegia? É un salume dell’alta Valcellina: il patron ha avuto in dono l’antica ricetta che contempla il 50% di carne magra di maiale, il 50% di carne magra di manzo, viene arricchita con lardo, viene salata ed affumicata.

lugianigia pp-001

Quella che vedete nella foto è ancora fresca (io amo i salumi freschi n.d.r.), quello che mi ha colpito è l’equilibrio della salatura: spesso sale e spezie vengono utilizzati come fossero una sorta di nasconditori di sapori, ma non è questo il caso qui, una fetta tira l’altra, non lascia il palato unto, insomma, credetemi, è meraviglioso!

lugianegia e speck-003

Arriva lo speck e scappo via col tagliere, la criminal-foodblogger colpisce ancora e, nonostante la mia macchina fotografica sia sempre quella di una dilettante, mi butto.

Trovo un tavolo con ogni bendiddio, compreso il mio adorato Pan di Sorc: intrufolo lì il mio tagliere ed immortalo cotanta bontà:

gruppo di eccellenze in un interno-001

Mentre, affamata, ritorno verso quella meravigliosa pasta al pomodoro e salsiccia, faccio ancora qualche foto alle salette e agli angolini dell’agriturismo.

collage salette borgotitol

La padella con gli spaghetti è in mezzo alla tavola: la cucina di casa, quella che piace a me, meraviglia; io vivrei di pasta, soprattutto di pasta al pomodoro: questa è proprio una giornata straordinaria!

dalla padella, tutti insieme-001

Prima di avventarmi sugli spaghetti fotografo il cesto di legna, quello che fa tanto casa, calore, famiglia: ho voglia di tenerezza…

legna da ardere-001

É ora di rientrare, ringrazio, saluto, mi guardo ancora attorno, intravedo delle arnie:

arnie-001

Sono sue quelle arnie? Si, ma sono vuote, le api sono morte di fame, strano, con tutte le eriche che ci sono, mi dice: l’anno scorso avevo un miele di erica straordinario, quest’anno nulla :-(  Evidentemente le api, vittime dell’inquinamento globale, hanno perso l’orientamento e non riescono più a trovare i fiori per nutrirsi: questo è triste ma il patron proverà ancora, io gli auguro di riuscirci, l’erica c’è…

eriche-001

Me ne torno a casa, felice, a volte basta poco per esserlo

Borgotitol

all’ouf in ta la caneva al mangia la lugianigia

tiere furlane


Zuppa di zucca a Pois, con Pitina della Val Tramontina: vado dove mi porta il cuore♥

zuppa di zucca a pois alto-002

Amo la Pitina della Val Tramontina da molti anni, da molto prima di avere la connessione Internet ed un blog di cucina e, quando ho saputo che, dal 2000, la Pitina della Val Tramontina è diventata presidio Slow Food, beh, l’amore si è rafforzato ed inorgoglito.

Chi mi legge e conosce sa che questo blog è intriso di Pitina, e tutto ciò va oltre le collaborazioni, gli sponsor e la visibilità e per questo ho intenzione di cucinarne e parlarne ancora, a lungo e con immutato amore.

I pois che decorano questa zuppa provengono dalla Pitina di un produttore del quale avevo già parlato tempo fa e che avevo contattato per chiedergli il permesso di inserirlo come produttore di Pitina, nella sceda di GDF, al posto di Mattia.

Al Salone l’ho incontrato personalmente e, chiacchierando un po’, ho saputo che Mattia, che purtroppo è mancato, è stato il Maestro di Pitina per tutti quelli che ora sono depositari del suo insegnamento; meno male, sarebbe stato un peccato perdere un altro pezzo di storia ma a Tramonti non accade perchè, fortunatamente, c’è anche una Pro Loco seguita e coordinata da persone in gamba, appassionate, giovani e meno giovani che hanno deciso di dedicarsi alla conservazione delle tradizioni della loro Valle anche per evitare lo spopolamento e che non si è mai fermata, ha sempre lavorato, anche remando contro i soliti ostacolanti detrattori, per tenere alto il nome di questa splendida Valle: : a tutti loro va il mio, seppur insignificante, incoraggiamento: è questo il Friuli che mi piace, non quello col bicchiere in mano, quello che spettegola sempre e comunque e che ha deliri di onnipotenza: fuarce Friul che, detto da una Triestina vale doppio, non credo che mai nessun Friulano abbia mai esclamato Forza Trieste ;-)

zuccona, pitina ecc.-001Pitina di BorgoTitol, zucca, nespole comuni, aglio di resia, patate di Milva, mais cincuantin, pan di sorc, cipolla di Cavasso e della val Cosa, mela Decio (Veneto): gruppo di eccellenze in un cestino.

L’ispiratrice per questa zuppa è Nannarè che, chi mi segue, conosce già: sua la ricetta del brasato, dei biscotti al mosto cotto: sempre gradevoli e divertenti i suoi testi d’accompagnamento come anche i suoi commenti che mi mettono di buon umore e mi rasserenano la giornata, proprio come il sole che splende oggi in quel di Pasian di Prato.

La mia versione è un po’ diversa ma scrivo la sua paro paro per chi volesse provarla, metto un po’ di virgole tanto per rendere comprensibile il suo strampalato stil novo: Nannarè ti adoro, lo sai ♥

Metto su 1 pentola con dell’acqua.

In una pila (pentola di coccio n.d.r.) faccio rosolare un pochino di cubetti di pancetta insieme ad uno spicchio d’aglio (peperoncino se gradito), aggiungo degli spicchi grossolani di patata o le metto tagliate a metà se son di quelle piccoline – piccoline, del cuore di sedano comprese le foglioline (o sl una bella costa se nn ho il “cuore di sedano”- intera, poi la tolgo), rosmarino ;D !!! (a volte un pizzico di timo), dei pomodorini a pezzetti (privati dei semi) o mlto + semplicemente della passata di pomodoro (spesso anche la polpa di pomodoro Mutti “attenta Nannarè che parte la denuncia :-D): faccio insaporire un 10 – 15 minuti (Xchè la patata impiega più della zucca a cuocere), aggiungo la zucca tagliata a cubettoni (Tanto poi si disfa un pò), aggiungo acqua calda fino all’altezza dei manici della pila e faccio andare cm x un brodo, aggiungo sale – pepe q.b.

Man mano deve ritirarsi un pò (ma tu sai far bene zuppe e minestre quindi sai perfettamente quale consistenza ti piace raggiungere – solo ricorda: che poi al tutto si aggiunge la pasta mista).

La pasta puoi cuocerla un pò al dente o lessandola da parte (poi la aggiungi alla zuppa) o prelevando del brodo dalla “pila”, lo metti in un pentolino e ci cuoci la pasta che poi, ugualmente scoli ed aggiungi alla zuppa.

Al posto della pasta si possono usare dei crostini/crostoni di pane.

Si può anche gustare così : tanto ci son le patate! (Con una leggera spolverata di parmigiano grattuggiato o con delle croste ben pulite di parmigiano messe quasi a fine cottura nella zuppa).

Naturalmente il gustoso ed ultimo tocco finale sul tutto è un modestissimo filo/giro d’ottimo olio evo (tipo quello del tuo post di Firenze).

Che ne dici può andare? L’idea me l’ha data il mio babbo sudista che usa questa ricetta con la zucchina siciliana lungaaa,lungaaa ed i suoi “tenerumi”:(in qsto caso nn usiamo il rosmarino od il timo – ma solo un pochino di sedano).

E’ gustosa salutare, fa bene – se ti va provala – Buon appetito cuore!

Ora passo alla mia versione, non avendo obblighi da chef, posso permettermi il utilizzare anche gli avanzi, in questo caso dei funghi pleurotus cotti al forno: è questa la minestra, quella della cucina di casa, quella che piace a me e che mi da calore, quindi non formalizzatevi sulle dosi, divertitevi a creare, aggiungere, togliere e sostituire e mignestre sia!.

zucca tagliata alto-001

Ingredienti:

  • una zucca (18 cm. di diametro), la mia è varietà Delica che arriva da Venzone dove fino a due anni fa c’era anche una festa dedicata alla zucca,
  • metà Pitina della Val Tramontina,
  • 2 patate medie a cubetti,
  • 2 cucchiai di funghi pleurotus al forno o trifolati (facoltativi),
  • 1 piccola cipolla di Cavasso e della Val Cosa,
  • 1 cuoricino di sedano con le foglioline,
  • brodo vegetale o acqua,
  • rosmarino,
  • peperoncino di Calabria in polvere,
  • sale.

zuppa di zucca da degustare-001

Come fare:

ritagliare la zucca ricavando un contenitore col coperchio: ripulire l’interno dai filamenti e semi (non buttateli che si possono riutilizzare) e, con uno scavino sferico ritagliare delle piccole sfere, se volete la mia decorazione, altrimenti scavate la polpa con un coltellino affilato per ricavarne cubetti.

Cuocere a vapore le sfere di zucca e metterle da parte, tagliare a cubetti la restante polpa di zucca; sbriciolare la pitina conservando i pois più belli per la decorazione.

In una pentola di coccio ammorbidire le briciole più belle di pitina con un po’ di burro e brodo vegetale (consiglio del grande chef Emanuele Scarello), scolare e mettere da parte assieme ai pois di zucca che servirano alla decorazione finale.

Al condimento rimasto, comprensivo di briciole di pitina, aggiungere olio extravergine di oliva e rosolare la cipolla, il cuoricino di sedano tritato, i cubetti di patata ed il peperoncino in polvere.

Quando il tutto sarà ben rosolato, aggiungere i cubetti di zucca e, quando saranno ammorbiditi, unire i funghi pleurotus (facoltativi ma ci stanno bene ;-) ), aggiungere brodo vegetale, coprire e continuare la cottura.

A cottura ultimata frullare metà della preparazione e mantenerla calda; nel frattempo insaporire le sfere di zucca e pitina in olio extravergine di oliva e aghi di rosmarino che arricchiranno ulteriormente di profumo questa zuppa.

Infornare la zucca-contenitore a 150° per 8 minuti, versare all’interno la zuppa, decorarla con i pois di pitina e zucca, coprire e portare in tavola e… Non sorprendetevi se qualcuno vi applaudirà ;-)

zuppa di zucca a pois pp-001

Indico i link utili a chi volesse replicare la ricetta dei Pleurotus che io ho collaudato più volte e posso garantirne la qualità, senza dimenticare che il sito di riferimento è molto seguito e, come dico io, pur essendo blasonato e con foto molto belle, rimane una garanzia, fidatevi.

Pleurotus da forno-001

Pleurotus da infornare.

PITINA DELLA VAL TRAMONTINA

I Pleurotus, come cucinarli

Borgotitol

Cipolla di Cavasso e della Val Cosa

Ma non è tutto, stamane sono stata omaggiata di questo splendore, ma questa è un’altra storia :

La gentilezza arriva dal freddo-001

La gentilezza arriva dal freddo.


Pasticcio di fiori e zucchine pastellati, con la partecipazione straordinaria dei Formaggi delle Latterie Turnarie.

pasticcetto di zucchine e fiori pastellati piatto

Titolo lungo, lo so, ma ci tengo a sottolineare l’uso, in questa semplice ricetta, preparata in una domenica a grande impatto cucinereccio, dei formaggi delle Latterie Turnarie.

Latterie1

Foto Latterie Turnarie, grazie.

Un esempio: tutte le forme di formaggio delle Latterie Turnarie, oltre alle sigle che riportano al produttore ecc., sono marchiate con un numero, è il numero del giorno dell’anno in cui è stata fatta la “cotta”, quindi se ‘è marchiato il numero 245, vorrà dire che quella forma ha una stagionatura di 8 mesi.

Ora passo alla ricettina, piccina picciò, la cucina di casa, quella dove viene rispettato il far di necessità virtù: un pasticcetto fatto con i fiori di zucchina pastellati: sarebbe stato un peccato mortale lasciar sfiorire nel cesto cotanta bellezza.

Le dosi sono a vostra discrezione, ho scelto questa tipologia di formaggio perchè, anche quando è giovane, è saporito ed ha una consistenza che permette di grattuggiarlo.

Non mi fa rimpiangere il Parmigiano Reggiano, che rimane unico al mondo e che io continuo ad amare incondizionatamente ma ultimamente lo tradisco volentieri con un formaggio meno famoso ma della mia Regione: anche per cambiare, e gustarmi i sapori ben distinti di ciò che “infilo” nella pirofila dove, spesso, il Parmigiano tende a spadroneggiare ;-)

cesto fiori di zucchine ezucchine-001

Ingredienti, io ho adoperato questo formaggio ma voi potete sperimentare quelli della vostra:

  • fiori di zucchina pastellati,
  • piccole  zucchine tagliate a metà e pastellate,
  • formaggio di Latteria Turnaria, qualsiasi stagionatura va bene,
  • ricotta di Latteria Turnaria,
  • semi di zucca tritati,
  • prosciutto cotto,
  • polvere d’aglio di Resia,
  • sale, io adopero quello affumicato,
  • olio di arachidi per friggere.

Ingredienti per la pastella:

  • farina di riso,
  • acqua minerale frizzante ghiacciata,
  • sale.

collage pasticcetto

 Come fare:

preparare la pastella al solito e farla riposare in frigorifero; pulire delicatamente i fiori ed eliminare il pistillo (i miei fiori erano femminili, attaccati alla zucchina).

Tagliare a metà le zucchine che devono essere piccole, a scopo decorativo ne potete tagliare qualcuna per la lunghezza con il fiore compreso.

Pastellare e friggere il tutto e mettere da parte, qualche fiore lo potete mangiare in corso d’opera ;-)

Preriscaldare il forno a 200°C.

Amalgamare la ricotta col sale e la polvere d’aglio, spezzettare il prosciutto cotto (lo potete omettere se siete vegetariani), se volete potete amalgamarlo alla ricotta, io l’ho messo tra uno strato e l’altro; grattuggiare il formaggio.

Coprire la base della pirofila con carta forno ed iniziare con uno strato di zucchine, coprirle con il composto di ricotta, pezzetti di prosciutto, formaggio e semi di zucca tritati, continuare con uno strato di soli fiori, composto di ricotta, pezzetti di prosciutto, formaggio e semi di zucca tritati, alternare fiori e zucchine fino a riempire la vostra pirofila.

Terminare con il composto di ricotta ed abbondante formaggio, coprire con la stagnola; infornare per 20 minuti, togliere la stagnola e dorare sotto il grill, se desiderate l’effetto crosticina potete aggiungere al formaggio un po’ di pane grattugiato.

pasticcetto di zucchine e fiori pastellati interno2-003

Per esigenze di copione ho ricavato una monoporzione (fa anche rima :-) ) con un coppapasta e decorato con un fiore di zucchina, ello lo ha mangiato direttamente dalla pirofila.

Latterie

Foto gentilmente concessa dall’ Ecomuseo.

Ho titubato un po’, ma alla fine ho deciso di continuare a parlare e promuovere  quella parte di Friuli Venezia Giulia che stimo ed amo particolarmente.

Perchè titubato? Semplicemente perchè, ultimamente, ho subito una serie di angherie che mi hanno portata a pensare di essere la reincarnazione di Attila: sembra che dove passi io non cresca più l’erba e dove c’è, si secchi e quindi, alla soglia dei 60 (sessanta) anni mi concedo un meritato riposo attivo accantoalcamino: niente corsi di cucina ecc., niente contest, niente raccolte, niente eventi, niente socializzare: continuo a fare ciò che mi piace, come mi piace e con chi mi piace ed a cui piaccio e Viva l’Italia ♥

Link utili e di riferimento:

Latterie Turnarie

Ecomuseo delle acque del Gemonese


Lasagna di Piattoni, Finferla, la loro salsa e Formaggio Latteria Turnaria, soltanto 3 mesi ma col sapore della maturità.

lasagna di piattoni sfornata tovaglietta-001

Quando parlo di cucina di casa parlo di questa cucina, parlo delle ricette nate dalla casualità: una cassetta di Finferla,  un sacchetto di piattoni che, essendo la prima volta che li vedo, destano la mia curiosità: è proprio vero che non si ha mai finito né d’imparare né di conoscere.

Il mio amico mi racconta che la moglie li conserva in vaso (mi farò spifferare la ricetta), mi dice che sono buonissimi, che non hanno il filo, sono tenerissimi, buoni ed io gli credo, provenendo dalla mia amata Val Resia, avranno certamente qualcosa di magico: sotto lo sguardo amorevole di queste montagne, possono crescere soltanto cose buone e belle.

gruppo Canin-001

Gruppo Monte Canin.

Le dosi sono a vostra discrezione io, considerato che volevo fare una prova, ho scelto una piccola pirofila che potesse contenere una fila di piattoni aperti nella loro lunghezza, se considerate i legumi come il solito rettangolo di sfoglia, decidetene voi la misura.

piattoni in pentola-001

Solitamente, fagiolini, tegoline ecc. li faccio bollire senza aver prima eliminato le estremità per evitare che si aprano in cottura e si riempiano di acqua.

Ingredienti per una pirofila rettangolare 14×10:

  • 15 piattoni, possibilmente della stessa lunghezza e larghezza, aperti ma non separati,
  • funghi finferla oppure altri funghi a piacere, trifolati in precedenza con aglio di Resia,
  • formaggio Latteria Turnaria 3 mesi, Presidio Slow Food, sostituibile con un’altra eccellenza Regionale Italiana,
  • pane grattugiato da mescolare col formaggio per la gratinatura dell’ultimo strato,
  • olio extravergine di oliva per irrorare lo strato finale.

collage finferla polvere

Ingredienti perla salsa ai funghi:

non la chiamo besciamella perchè, come il pesto, anche la besciamella ha il suo implicito disciplinare io, per legare le preparazioni faccio cuocere nel microonde (consiglio di una foodblogger della mia regione) variando di volta in volta; raramente adopero il latte, se non quello di soia o riso ecc. comunque senza lattosio: mai il burro, né mascarpone, né yogurt: ho notato che alla fine del risultato ogni eventuale aggiunta risulterebbe ininfluente.

A me la salsa serve soltanto per dare cremosità ed accentuare il sapore degli ingredienti contenuti nella ricetta: se scorrete il blog troverete molte altre idee partite comunque da quella iniziale consigliata da lei.

  • liquido di cottura dei funghi,
  • farina di riso,
  • sale affumicato,
  • polvere d’aglio di Resia,
  • funghi finferla trifolati.

Come fare la salsa ai funghi:

stemperare la farina di riso nel liquido di cottura dei funghi e cuocere in microonde a media potenza per 1 minuto alla volta, dopo il minuto controllare e mescolare.

Regolare di sale ed aggiungere la polvere d’aglio (io di Resia, voi quella che avete: l’Italia è ricca di aglio buono), unire una manciata di funghi trifolati ridotti in crema col minipimer ed amalgamare bene.

 collage lasagna di piattoni

Come fare:

lessare per 7 minuti i piattoni in acqua bollente salata ed immergerli immediatamente in acqua e ghiaccio per mantenerne il colore e la cottura.

Aprirli nel senso della lunghezza senza dividerli e disporli su una base di salsa ai funghi, alternare piattoni, salsa, funghi, formaggio o nell’ordine che preferite: con 15 piattoni si fanno 5 strati, terminare con funghi, formaggio mescolato al pane grattugiato, irrorare con un filo d’olio extravergine d’oliva,coprirecon un foglio di stagnola  ed infornare a 200°C. per 30 minuti,  togliere la stagnola e gratinare sotto al grill per 5/7 minuti fino adoratura, spegnere e lasciar riposare prima di servire.

Non ho fatto la foto dell’interno per via della luce ma garantisco/garantiamo (anche ello) sulla sua bontà.

Perla panchetta io sullo sfondo-002

Garntisco anche sulla bontà di questo batuffolo bianco♥

Link utili:

Formaggio di Latteria Turnaria

Polvere d’aglio di Resia


Aglio di Resia, polvere di stelle.

Polvere e sale all'aglio di Resia eff

Quando, accompagnato dalla frase: non lo regalo mai perchè, per produrlo ci vuole tanto lavoro, ho ricevuto in dono un mazzetto d’aglio di Resia, Presidio Slow Food, ho resistito alla tentazione di non accettarlo e, con in mano un tale tesoro, ho iniziato a pensare a come conservarlo nel modo migliore per più tempo possibile e così, fresca di acquisto di essicatore, ho pensato di farne una polvere che ho chiamato polvere di stelle proprio per valorizzare la storia di quest’aglio straordinario, parlo dell’autentico Aglio di Resia, quello tramandato di famiglia in famiglia, con i semi che danno frutti dopo 7 lunghi anni e con i bulbi.

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Torrente Resia, è la Natura il mio più grande amore…

Chi ha assaggiato quello autentico sente la differenza, la percepisce anche ello che io ho soprannominato il divoratore folle ma che tanto folle non è se se ne accorge: sta a vedere che prima o poi riesco a portare ello al di qua della barricata?

Alla fine vi segnalerò un link che vi indicherà come essicare l’aglio nel forno di casa; il vantaggio di farlo nell’essicatore è la maggiore quantità che si può introdurre e il non correre il pericolo di bruciarlo.

aglio e rosa1-002

Foto di archivio, non è l’aglio di Resia anche se il colore è quello.

Ingredienti:

  • aglio di Resia o altro aglio Italiano, tagliato a fettine sottili,
  • fiocchi di sale affumicato (io Falksalt perchè hanno la forma piramidale e sono un’opera d’arte).

collage polvere aglio di Resia

Come fare:

togliere la pellicola dai bulbi d’aglio (conservarla ;-) ) e ritagliarli nel verso della lunghezza a fettine sottili: sarà un lavoro lungo ma verrete ripagati.

Disporre le fettine sulle grate dell’essicatore oppure, se non l’avete, sulla carta forno come indicato nel link alla fine, controllare di tanto in tanto togliendo le fettine che si spaccano e lasciare quelle che sono ancora elastiche.

Alla fine inserire l’aglio essicato nel macinino da caffè per ricavare la polvere: io la preferisco perchè la posso dosare in molte preparazioni senza l’inconveniente (per molti) di trovarsi in bocca scaglie d’aglio anche se, credetemi, l’aglio di Resia non vi remerà mai contro ;-)

Conservarlo in un barattolo di vetro e, se volete preparare il sale mescolare la polvere al sale che preferite: fiocchi, fior di sale, sale iodato, marino ecc. ed aggiungerlo alle preparazioni che prediligono  un leggero, non invasivo sentore d’aglio.

Link aglio essicato in forno:

Aglio essiccato in polvere


Bocconcini di pollo al basilico, di Lella, la cucina di casa.

pollo basilico pp-001

Il fascino della cucina di casa, quella da reinventare tutti i giorni, per due volte al giorno, rimane immutato nel tempo; le donne di oggi conducono una vita frenetica: la necessità di lavorare fuori casa, un po’ perchè uno stipendio non basta più, un po’ perchè la donna vuole sentirsi realizzata a livello personale, le porta spesso a farsi ammaliare dai quattro salti in padella o dalle piramidi che non sono quelle d’Egitto ma tant’è, ognuno deve pensare a se medesimo, come dice la suocera…

Lella è una mia fan: ci sentiamo forse 3/4 volte all’anno, ci scriviamo poco ma, un giorno all’anno (questa è la terza volta) ci troviamo a casa del figlio/nuora/3 nipotini (ora uno in arrivo) che si trova sul Carso Triestino: per me è anche l’occasione per avvicinarmi alla mia città e respirare quell’aria cristallina che mi rigenera.

Briko in giardino

Briko nell’ adiacente giardino abbandonato, deve aver avvistato una mosca, ne va matto :-D

Quest’ anno Lella ha portato anche il suo cane Briko, che ha preso il posto dell’altro cane che è mancato 2 anni fa: Briko girovagava per le strade di Puglia, qualcuno lo aveva abbandonato, dopo avergli fatto patire la fame, averlo bastonato e fatte subire di tutti i colori.

I soliti angeli lo hanno avvicinato, portato al canile, posso solo immaginare con quante difficoltà visto il terrore che aveva nei confronti dell’ “uomo”, ed hanno iniziato a cercare un cuore buono che potesse riscattarlo da tanta sofferenza.

Briko sotto l'albero

Briko ha blindato la mosca.

Così, Briko, accompagnato da un angelo è arrivato a casa di Lella che,  con pazienza e tanto amore, lo ha curato sia nel corpo che nell’anima, perchè, anche se a scuola, a religione, mi avevano insegnato che gli “animali” non hanno l’anima, nel corso della vita ho verificato che invece sono proprio gli “animali” ad averla…

Oggi, Briko, seppur ancora provato, si sta rendendo conto che per lui è iniziata una nuova, meravigliosa vita e il bacio che mi ha dato sulla guancia/bocca non lo dimenticherò mai: in fondo tra “trovatelli” ci si capisce…

Passo alla ricetta, semplice e buona, io l’ho replicata a casa con la fesa di tacchino, eccellente.

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Ingredienti:

  • bocconcini di pollo ricavati dal petto,
  • farina q.b. per infarinarli (per chi è celiaco lafarina senza glutine),
  • scalogno tritato finissimo,
  • burro+olio evo per la rosolatura,
  • buon vino bianco per la cottura,
  • foglie di basilico fresco spezzettate con le mani,
  • pinoli (Lella li ha omessi perchè non sapeva se Giulio, il piccolo di casa, li avrebbe graditi: ah le nonne ♥),
  • aglio (i nipotini lo adorano),
  • olio evo,
  • sale.

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Come fare:

spezzettare le foglie di basilico e fare una salsina con olio evo, aglio e pinoli, se li adoperate; se gradite la “moderna nota croccante” potete tostarne qualcuno da aggiungere alla fine per decorare il piatto.

Tritare finemente lo scalogno e metterlo in una padella, cuocerlo dolcemente in burro e olio; infarinare i bocconcini di pollo, scuoterli per eliminare l’eccesso di farina e rosolarli a fuoco vivace, girandoli.

Versare il vino, non sulla carne ma ai lati ed alzare la fiamma al massimo per dealcolizzarlo, io lo fiammo.

Quando sarà evaporato l’alcol coprire e terminare la cottura, sempre a fuoco vivace, muovendo la padella.

Quando il vino si sarà ridotto ed avrà creato una deliziosa cremina, aggiungere la salsa al basilico ed amalgamare bene unendo pinoli tostati a piacere.

Un abbraccio ♥