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Gelatina di peperoni rossi e grissini con fave di cacao, esperimenti fuori stagione.

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Nella Storia Generale e Naturale delle Indie, Gonzalo Fernàndez de Orviedo, uno dei biografi di Colombo, scrive che in Nuova Spagna (l’attuale Messico), all’inizio del XVI secolo, le fave di cacao avevano la stessa funzione dell’oro e dell’argento nel vecchio continente.

Venivano quindi usate come moneta di scambio per gli acquisti: una zucca 4 semi, uno schiavo 100 semi, un pomodoro 1 seme, le prestazioni di una prostituta 8-10 semi.

Il cacao venne ignorato a lungo nel Vecchio Continente per l’impossibilità di esportarlo; la pianta del cacao è molto delicata e parecchio ostinata: rifiuta di crescere lontano dall’Equatore, non sopporta temperature inferiori ai 16°C. ed esige un’umidità superiore ai 75-80% per tutto l’anno.

Se queste condizioni non sono rispettate la pianta non produce, anzi, spesso si ammala e muore; i germogli, qualora crescano in ambiente favorevole, impiegano quasi quattro anni per dare i primi frutti.

Questi, poi, non sono spontaneamente in grado di aprirsi e, quindi, di disperdere i semi; per fortuna nel passato ci hanno pensato le scimmie, assai ghiotte della polpa, la separavano dai semi amari che venivano, in tal modo, dispersi nell’ambiente.

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Un famoso chef stellato della mia Regione, un giorno mi disse che è molto importante che chef, addetti ai lavori e foodblogger diano buon esempio rispettando per primi la stagionalità: il consiglio mi è rimasto talmente impresso che sono diventata restia a comperare prodotti fuori stagione, questo indipendentemente dall’essere o meno una “foodblogger” ;-)

Ho fatto eccezione per questa gelatina: avevo trovato nel cesto delle offerte dei bellissimi peperoni rossi, cicciottelli che mi hanno ricollegata ad una ricetta che rimandavo da tempo ed avendo a disposizione le fave di cacao e la complicità di  una giornata piovosa e grigia, mi sono messa al lavoro.

La ricetta, compresi grissini, sono un’idea di Paolo Zoppolati, del Giardinetto di Cormons (GO) dove ho cenato tantissimi anni fa, all’epoca dei piccioni viaggiatori.

Ho frequentato molto di più il Giardinetto Cafè, bar “chiccato e tazzinato” per la qualità del caffè e del locale: dolci sublimi ed irresistibili, si fa fatica a non fare il bis.

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Premetto che, in corso d’opera, ho apportato qualche modifica: avendo sotto gli occhi la foto della gelatina, risulta molto più chiara e non si intravedono tracce di buccia; credo che lui abbia adoperato il bimby, se l’avete non togliete la buccia.

Non è una ricetta complicata, anche se all’apparenza può sembrarlo, se non avete le fave di cacao potete sostituirle con granella di pistacchi o semi di zucca o anche pinoli tostati, potete aggiungere del basilico fresco così da rimanere nel classico, fate voi, questa è solo un’idea.

Alla fine ho aggiunto la versione vegana con l’agar agar, per le mie followers vegane/vegetariane.

Ingredienti per la gelatina di peperoni rossi (4 persone):

  • 3 peperoni rossi (io 4 perchè erano piccoli),
  • 1 cipolla piccola,
  • olio extravergine d’oliva,
  • 15 cl. di brodo vegetale,
  • 4 fogli di gelatina,
  • 20 g. di fave di cacao pestate (eliminare il guscio coriaceo ed adoperarel’interno),
  • sale.

Come fare:

tritare la cipolla, lavare i peperoni eliminando i semi e le parti bianche; tagliarli a pezzi grandi (io ho fatto così per poterli spellare facilmente).

Stufare cipolla e peperoni in olio evo, dopo 10 minuti aggiungere il brodo vegetale e continuare la cottura per altri 10 minuti; nel frattempo mettere in ammollo i fogli di gelatina.

Quando i peperoni avranno la pelle raggrinzita, eliminarla e frullare il tutto: se vedete che la consistenza è troppo densa, aggiungere altro brodo vegetale, regolare di sale.

Sciogliere la gelatina in poco brodo vegetale ed unirla ai peperoni, frullare e versare negli stampini il primo strato, riporre in frigorifero per qualche minuto, distribuire le fave di cacao pestate e versare altra gelatina: decidete voi quanti strati volete fare.

Al momento di sformare gli stampini, immergere il fondo nell’acqua calda, servire con un filo d’olio extravergine di oliva, nella versione senza fave di cacao ma con il basilico, io lo servirei con un pesto o un olio al basilico.

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Versione vegana con agar agar.

Prima di inserire la gelatina, ho messo da parte un po’ di composto per la versione vegana con agar agar: ho scelto di fare una versione al cucchiaio per pucciarvi i grissini, il colore è più tenue perchè ho aggiunto altro brodo vegetale, la quantità, c.ca 80 g. (dosi indicative).

Ho sciolto una puntina di cucchiaino di agar agar nel brodo, ho portato ad ebbollizione ed ho unito al composto di peperoni, ho mescolato le fave di cacao pestate ed ho riposto in frigorifero per 1 ora, ho frullato la gelatina per renderla cremosa, l’ho versata nella ciotola e me la sono gustata pucciando i grissini alle fave di cacao.

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Ingredienti:

  • 250 g. di farina (nella ricetta non è specificato il tipo, io Manitoba),
  • 5 g. di lievito di birra sciolto in acqua tiepida La ricetta scrive 1/2 bicchiere ma non specifica la capienza),
  • 1 cucchiaio di olio evo,
  • 20 g. di fave di cacao pestate,
  • acqua q.b. per raggiungere la consistenza,
  • 1/2 cucchiaino di sale (nella ricetta non c’è ma io l’ho messo).

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Come fare (io ho impastato nella MDP):

sciogliere il lievito in acqua tiepida, aggiungere l’olio, mescolare ed unire la farina setacciata, il sale e un altro po’ d’acqua, lavorare fino ad ottenere un impasto morbido, a questo punto unire le fave di cacao pestate ed impastare ancora (con la MDP 1/4 d’ora.

Il composto dev’essere morbido ma non appicicoso, per questo io ho dosato l’acqua poco a poco; stendere l’impasto ad un altezza di 1 cm. e mezzo e far lievitare in forno con la luce accesa per un’ora.

Preriscaldare il forno a 180°C.

Ritagliare delle strisce larghe 2 cm e tirarle attorcigliandole (la prossima volta farò le sctrisce più sottili) ed infornare fino a doratura, controllare la colorazione, io gli ho dato un “aiutino” col grill alla fine.

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Ello ha gradito tutto, forse il suo palato sta iniziando a modernizzarsi oppure si appella al detto: o mangi ‘sta minestra o salti dalla finestra?

Per oggi è tutto, provate, se vi va.

Buona domenica e buon inizio di settimana

P.S.: la categoria *senza glutine* si riferisce unicamente alla gelatina


Torta di Pan di Sorc e Mele Decio per i miei primi 60 anni.

torta di pan di sorc corn

Dopo aver disquisito sulla vita e la morte, oggi voglio parlare d’amore, sì, a 60 anni e posso dire suonati,  ho voglia di innamorarmi per la prima volta… Di me, cosa avete pensato ;-)

Quarc mi ha detto che inizia la seconda giovinezza quindi, si azzerano i contatori e si riparte, ricomincio facendo tesoro di ciò che ho imparato dai miei errori: voglio dedicarmi a me stessa, prendermi per mano, coccolarmi, consolarmi e dedicarmi mille attenzioni.

La mia prima giornata da sessantenne è iniziata con il bacio di/a Perla, un buon caffè con cardamomo e sciroppo di rose antiche Liguri (S.D.G.), la pulizia dei vetri della sala, e la stesura di questo piccolo post per celebrare la mia festa.

Non avrei mai pensato di arrivare ad oggi, evidentemente la vita mi sta riservando nuove sorprese ed altre soddisfazioni, starò a vedere, intanto per festeggiare mi sono fatta questa torta, la famosa torta di pane e mele della Signora Maria: ho adoperato il Pan di sorc che è già leggermente farcito e profuma di cose antiche, quelle che piacciono a me, antica è anche la varietà di mele che ho adoperato: la mela Decio di Belfiore e, dal momento che l’ho fatta solo per me, ho messo tanta cannella e festa sia

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Ingredienti per uno stampo apribile da 18 cm.:

  • pan di Sorc raffermo,
  • 1/2 kg. di mele Decio (o altra varietà a voi gradita),
  • 250 ml. di latte,
  • 1 uovo,
  • 2 cucchiai di zucchero di canna,
  • burro,
  • uvetta ,
  • pinoli a piacere,
  • pistacchi di Bronte (S.D.G.)
  • buccia grattugiata di limone bio,
  • cannella abbondante,
  • estratto naturale di vaniglia.

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Come fare:

accendere il forno a 180°C.,  lavare bene l’uvetta e farla gonfiare nell’acqua tiepidao nel rum se preferite.

Tagliare il pane a fette di 1/2 cm. , sbucciare le mele, tagliarle a fettine sottili e metterle in una terrina con lo zucchero, i pinoli, i pistacchi, la vaniglia, la buccia di limone e l’uvetta scolata e strizzata.

Foderare lo stampo con carta forno per evitare che fuoriesca il composto di latte e uovo che va messo alla fine.

Disporre sulla base le fette di pane, fare uno strato con il composto di mele, aggiungere dei fiocchi di burro e ripetere, finire con le mele.

Sbattere l’ uovo ed unire il latte,  versare lentamente sulla torta in modo che il pane s’inzuppi uniformemente, aggiungere qualche fioccho di burro ed infornare per 30 minuti coperto con la stagnola che evita la bruciatura della superficie, toglierla e continuare la cottura per un’altra mezz’ora  fino a doratura.

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Per oggi è tutto, vi lascio col mio sorriso da Mon(n)a Lisa ed inizino le danze!

Pan di Sorc

Mele Decio di Belfiore


Bocconcini di pollo al basilico, di Lella, la cucina di casa.

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Il fascino della cucina di casa, quella da reinventare tutti i giorni, per due volte al giorno, rimane immutato nel tempo; le donne di oggi conducono una vita frenetica: la necessità di lavorare fuori casa, un po’ perchè uno stipendio non basta più, un po’ perchè la donna vuole sentirsi realizzata a livello personale, le porta spesso a farsi ammaliare dai quattro salti in padella o dalle piramidi che non sono quelle d’Egitto ma tant’è, ognuno deve pensare a se medesimo, come dice la suocera…

Lella è una mia fan: ci sentiamo forse 3/4 volte all’anno, ci scriviamo poco ma, un giorno all’anno (questa è la terza volta) ci troviamo a casa del figlio/nuora/3 nipotini (ora uno in arrivo) che si trova sul Carso Triestino: per me è anche l’occasione per avvicinarmi alla mia città e respirare quell’aria cristallina che mi rigenera.

Briko in giardino

Briko nell’ adiacente giardino abbandonato, deve aver avvistato una mosca, ne va matto :-D

Quest’ anno Lella ha portato anche il suo cane Briko, che ha preso il posto dell’altro cane che è mancato 2 anni fa: Briko girovagava per le strade di Puglia, qualcuno lo aveva abbandonato, dopo avergli fatto patire la fame, averlo bastonato e fatte subire di tutti i colori.

I soliti angeli lo hanno avvicinato, portato al canile, posso solo immaginare con quante difficoltà visto il terrore che aveva nei confronti dell’ “uomo”, ed hanno iniziato a cercare un cuore buono che potesse riscattarlo da tanta sofferenza.

Briko sotto l'albero

Briko ha blindato la mosca.

Così, Briko, accompagnato da un angelo è arrivato a casa di Lella che,  con pazienza e tanto amore, lo ha curato sia nel corpo che nell’anima, perchè, anche se a scuola, a religione, mi avevano insegnato che gli “animali” non hanno l’anima, nel corso della vita ho verificato che invece sono proprio gli “animali” ad averla…

Oggi, Briko, seppur ancora provato, si sta rendendo conto che per lui è iniziata una nuova, meravigliosa vita e il bacio che mi ha dato sulla guancia/bocca non lo dimenticherò mai: in fondo tra “trovatelli” ci si capisce…

Passo alla ricetta, semplice e buona, io l’ho replicata a casa con la fesa di tacchino, eccellente.

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Ingredienti:

  • bocconcini di pollo ricavati dal petto,
  • farina q.b. per infarinarli (per chi è celiaco lafarina senza glutine),
  • scalogno tritato finissimo,
  • burro+olio evo per la rosolatura,
  • buon vino bianco per la cottura,
  • foglie di basilico fresco spezzettate con le mani,
  • pinoli (Lella li ha omessi perchè non sapeva se Giulio, il piccolo di casa, li avrebbe graditi: ah le nonne ♥),
  • aglio (i nipotini lo adorano),
  • olio evo,
  • sale.

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Come fare:

spezzettare le foglie di basilico e fare una salsina con olio evo, aglio e pinoli, se li adoperate; se gradite la “moderna nota croccante” potete tostarne qualcuno da aggiungere alla fine per decorare il piatto.

Tritare finemente lo scalogno e metterlo in una padella, cuocerlo dolcemente in burro e olio; infarinare i bocconcini di pollo, scuoterli per eliminare l’eccesso di farina e rosolarli a fuoco vivace, girandoli.

Versare il vino, non sulla carne ma ai lati ed alzare la fiamma al massimo per dealcolizzarlo, io lo fiammo.

Quando sarà evaporato l’alcol coprire e terminare la cottura, sempre a fuoco vivace, muovendo la padella.

Quando il vino si sarà ridotto ed avrà creato una deliziosa cremina, aggiungere la salsa al basilico ed amalgamare bene unendo pinoli tostati a piacere.

Un abbraccio ♥


Fettucce Garofalo con Salsa di Aglio Orsino e Avocado: Coincidenze Fortuite.

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Molte delle mie ricette nascono da una serie di fortuite coincidenze, questa è una di quelle.

Un sabato piovoso, il repentino abbassamento della temperatura mi hanno costretta a rinunciare alla mia quotidiana passeggiata nel verde e così mi sono infilata in macchina con ello e siamo andati in Slovenia.

Il pieno di benzina, sempre conveniente, tanto conveniente che, facendo i dovuti calcoli, con la differenza, si riesce sempre a fare una ricca spesa: pane a volontà, pane che congelo e inforno prima dell’ultilizzo rendendolo croccante e fragrante come appena sfornato; non vale la pena farlo a casa, anche se preparare il pane ha sempre un suo fascino ed anche un effetto terapeutico.

Io sono piombata al reparto frutta e verdura; ho fatto scorta di mango a €. 0,99 l’uno (in Italia lo stesso peso €. 1,98), avocado  (in Italia fluttua da €. 1, 68 a 1, 98), taccole, da noi introvabili a meno che non si vada alla Metro a pagarle a peso d’oro.

Ho continuato con lo zenzero col 50% di sconto ed ho messo nel carrello anche 2 vaschette contenenti delle belle foglie a me sconosciute, la scritta in tedesco e sloveno (Bärlauch Divji česen) non mi dicevano nulla, ed arrivata a casa papà Google che mi ha illuminata: Aglio Orsino, si proprio lui.

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Aglio Orsino raccolto da me l’anno scorso.

Come dice Ennio Furlan, se voi non avete esperienza o non vivete vicino ai luoghi dove raccogliere le erbe, compratele pure; da un pò di tempo ci sono i G.A.S. (gruppi di acquisto solidale), la cui lista completa ed aggiornata è nei link in coda al post.

Di certo nell’elenco troverete qualche gruppo vicino casa vostra, potrete così permettervi di mangiare frutta e verdura di stagione a kilometri zero o quasi zero, prodotti dalla freschezza garantita, ci sono molte amiche blogger che lo fanno.

Può essere un primo passo per aiutare a salvare l’economia di casa nostra e di permettere ai caparbi e straordinari piccoli produttori  di continuare a coltivare i loro campi e le loro passioni e vivere con il proprio lavoro.

Mi piace l’utilizzo dell’avocado in cucina, quando seguivo la dieta zona era uno dei grassi favorevoli, l’ho sperimentato in un patè e in una brisè al posto del burro e ieri, finalmente, dopo aver visto girare per mesi su Pinterest piatti di pasta conditi con l’avocado, mi sono buttata anch’io nell’impresa… Chissà se Michelle ha l’aglio orsino nel suo orto ;-)

L’utilizzo della polpa di avocado limita di molto l’uso dell’olio; alla fine l’aggiunta di un pò di acqua di cottura della pasta rende la salsa più fluida senza destrutturarla.

Ho volutamente pesato gli ingredienti per dare un’idea a chi volesse provarla, comunque, prese le misure si può tranquillamente fare a occhio, l’unico consiglio, se si adopera l’aglio orsino, di mantenere le proporzioni 1 parte di foglie 2 parti di polpa di avocado.

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Ingredienti:

  • 500 g. di Fettucce Garofalo n.15 (o guaglione), io ho adoperato questa,
  • 40 g. di foglie di aglio orsino ben lavate ed asciugate,
  • 80 g. di polpa di avocado, il peso del mezzo avocado che ho adoperato,
  • 30 g. di pistacchi non salati,
  • 10 g. di pinoli,
  • 30 g. di Parmigiano Reggiano grattugiato,
  • 1 pizzico di sale,
  • 2 cucchiaio di olio extravergine di oliva,
  • acqua di cottura alla fine fino q.b. per la densità desiderata.

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Come fare:

introdurre nel bicchierone le foglie di aglio orsino spezzettate con le dita, la polpa dell’avocado (i foodblogger conservino il guscio per la presentazione) e tutti gli altri ingredienti.

Azionare il minipimer ad intermittenza fino ad ottenere una crema, se non potete rinunciare al mortaio, adoperatelo.

Se preparate la salsa per consumarla subito diluitela con l’acqua della pasta, se volete utilizzarla in seguito copritela con olio evo e conservatela in frigorifero.

Io ho preparato anche una salsa tritando grossolanamente le foglie rimaste assieme a sale e poco olio evo; l’ho messa in un vasetto sterilizzato ricoprendola bene con altro olio evo; all’occorrenza la potrete utilizzare per aromatizzare risotti, carne, minestre, tutto quello che vi pare e, se vi ho incuriosito, potrete aggiungere l’avocado e fare come ho fatto io, provate, ve lo consiglio vivamente.

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Non vi sembra una chiocciolina?

P.S.: qualcuno penserà che ho sbagliato la dose di pasta no, ve l’assicuro, io ho mangiato quella che vedete nella foto, ello il resto, in due manches però :-D Buona settimana a tutti/e.


Ricottini, di Tiziana.

Ricottini mele cestino n

L’impasto è quello che un tempo le nonne chiamavano finta pasta sfoglia, la ricotta sostituiva degnamente il burro che era più costoso.

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Ingredienti per la pasta:

  • 200 g. di burro,
  • 300 g. di ricotta,
  • 300 g. di farina 00,
  • 1 pizzico di sale.

Come fare la pasta:

impastare gli ingredienti e far riposare in frigo per mezz’ora, nel frattempo preparare il ripieno.

Ingredienti per il ripieno:

  • 4 mele imperatore,Tiziana aveva quelle ma potete adoperare quelle che gradite,
  • il succo di 1 arancia,
  • il succo di 1/2 limone,
  • 1 cucchiaio di zucchero,
  • 1 cucchiaino di cannella,
  • 100 g. di pinoli,
  • 100 g. di uvetta,
  • 100 g. di noci tritate grossolanamente.

Come fare il ripieno:

sbucciare e tagliare le mele a dadini e cuocerle con il succo d’ arancia e limone, lo zucchero e la cannella e, quando il composto sarà freddo, aggiungere i pinoli, l’ uvetta e le noci.

Come fare i saccottini:

preriscaldare il forno a 200°C., dopo aver steso la pasta, mettere dei mucchietti di ripieno , tra uno e l’altro spennellare con un pò di latte e chiudere con la rotellina.

Infornare a 200°C. per 15 minuti.


Torta di mele, ma anche di uva fragola, di mango e altra frutta, quella che avete.

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Mentre, per la … esima volta stavo preparando questa torta e rileggevo gli ingredienti sulla pagina che ho trovato durante la mia cernita e che risale ancora agli anni in cui vivevo a Trieste (non rammento chi me l’abbia data), mi sono ricordata dello scalpore che avevano fatto i biscottini alla maionese pubblicati da Stefania (l’Araba Felice).

Stupore ed interesse comprensibili, in quanto la maionese la immaginiamo in una bella insalata russa, in un’insalata capricciosa, come ghirigoro su un pesce bollito e quant’altro ma, se ci pensiamo bene, la maionese è un emulsione e, oltre alle altre possibilità, quella che conosciamo ed adoperiamo sempre  è fatta con uova, olio, sale e limone e/o aceto, ingredienti che ritroviamo spesso nei dolci.

I biscottini di Stefania contemplavano anche il burro che in questa torta non c’è, io ho voluto provare ed ho modificato la ricetta originale che è questa:

Ricetta torta mele foglio

Igredienti per una tortiera da 32 cm. per avere una torta bassa, da 24 per avere una torta più alta:

  • 4 uova intere,
  • 250 g. di zucchero (in questa ho messo 120 g. di zucchero di canna e 60 di muscovado, infatti il composto è scuro),
  • 1 pizzico di sale,
  • buccia d’arancia e limone grattugiata,
  • 250 g. di farina (io questa volta di Kamut),
  • 125 ml di olio, metà semi (di mais), metà extravergine di oliva,
  • uvetta (io mirtilli rossi disidratati),
  • pinoli,
  • 1 kg. di mele (questa volta ne avevo 800 g. di quelle di Pantianicco (Beano) che trovo in uno spaccio vicino casa),
  • 1 bustina di lievito (cremortartaro),
  • 1/2 cucchiaino di vanilla bourbon in polvere.

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Come fare (io ho fatto così ma voi potete seguire le indicazioni):

accendere il forno a 175° C. (io metto sempre 10° in più per poi, appena infornato riportare alla temperatura indicata).

Mettere nel robot da cucina 2 uova intere e i 2 albumi, lo zucchero e sbattere bene; unire la buccia grattugiata degli agrumi.

Preparare la maionese con i tuorli, il pizzico di sale e i due tipi d’olio, aggiunngerla al composto ed unire la farina setacciata col lievito e la vaniglia bourbon.

Grattugiare con la grattugia a fori larghi le mele, mescolare assieme i mirtilli rossi (che regalano alla preparazione una gradevole nota acidula), lavati ma non ammollati perchè assorbiranno l’umidità della frutta, i pinoli e distribuire uniformemente nell’impasto.

Ungere una teglia apribile, scegliendo tra le due misure a seconda di come desiderate la torta ed infornare per 1 ora.

Farla raffreddare, sformarla e decorare a piacere, io ho adoperato un centrino che poi ho tolto aiutata da ello (credo solo perchè aveva voglia di assaggiarla ;-) )

Non so se è l’effetto placebo ma ello ha detto: la più buona che hai fatto ma, dal momento che lo dice ogni volta non so se è merito della “maionese” o della sua golosità.

Come anticipato nel titolo, questa torta si può fare con la frutta che avete a casa o che vi piace, io l’ho fatta con le pesche che ello mi aveva portato a casa a fine ottobre… , con il mango, con l’uva fragola, con le pere.

Se avete le pere o mele cotogne, secondo me ci stanno bene, comunque procediate questa torta è una garanzia, se vi piacciono le torte “umide”, questa fa per voi.

Se vi avventurate fatemi sapere, intanto vi metto un link interessante sulla maionese, troverete anche un PDF con varie ricette, quello non è gratis ma il prezzo è piccolo ed il ricettario vale la spesa: La chimica della maionese

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Alla prossima.


Fazzoletti di pasta con Trifoglio dei Prati, Ricotta di Kefir e salsa allo Sclopit.

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Ingredienti per la pasta (io l’ho fatta così ma potete usare la vostra ricetta):

premetto che per l’acqua dovete regolarvi secondo l’assorbimento della vostra farina.

  • 200 g di farina 00 (la marca che vi piace):
  • 1 uovo + 1 tuorlo,
  • 2 mezzi gusci d’acqua,
  • 1/2 guscio d’olio evo,
  • 1 pizzico di sale affumicato,
  • foglie di trifoglio da inserire all’interno.

Come fare la pasta:

io metto tutti gli ingredienti nel robot da cucina, voi potete fare la pasta nella vostra maniera.

Avvolgere la pasta nella pellicola e lasciarla riposare minimo 1/2 ora.

Stenderla con la Nonna Papera, ricavare dei quadratyi da 10 cm. di lato, disporre al centro le foglie di trifoglio, richiudere e tirare fino alla penultima tacca.

Cuocere brevemente in abbondante acqua salata.

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Ingredienti per il ripieno dei fazzoletti (senza dosi):

  • ricotta (di kefir),
  • pomodori secchi sott’olio tritati grossolanamente,
  • salsa allo sclopit.

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Come fare:

setacciare la ricotta ed amalgamarla con gli altri ingredienti, appoggiare sul fazzoletto un pò del ripieno, coprire col secondo fazzoletto, condire con la salsa allo sclopit, spolverizzare con formaggio a piacere.

Ingredienti per la salsa allo sclopit:

  • foglie di sclopit,
  • parmigiano grattugiato,
  • pinoli,
  • sale affumicato,
  • olio evo,
  • aglio per profumare (io lo schiaccio, lo passo sui bordi del bicchiere e lo tolgo),
  • 1 pizzico di lecitina di soia per emulsionare, facoltativa.

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