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Kranz alle mele di Knam con frangipane al papavero e cannella: chi la dura la vince!

kranz frangipane semi papavero cannella laton.

Raramente m’incaponisco su una ricetta, quando è buona e mi/ci piace mi fermo; invece questa volta, prima di convincermi, ho ripetuto questo kranz quattro volte, l’ultima delle quali ho optato per la versione rotonda: kranz in tedesco significa corona ed è un dolce che viene preparato anche a capodanno..

Ho cercato nel web la  storia di questo dolce che, pur essendo diffuso anche in altri stati europei, ha origine in Germania; esiste il Frankfurter Kranz che è una corona dolce dove si alternano strati di pan di Spagna e crema ma non ha nulla a che vedere con questo.

I kranz che si trovano nelle pasticcerie /panetterie a Trieste sono delle treccioline fatte con pasta brioche e pasta sfoglia farcite con uvetta; in Baviera e in Austria è chiamato Striezel ma contempla soltanto la pasta brioche.

La mia ricerca non ha dato alcun risultato: il Kranz alle mele di Knam è unico e ciò che ho trovato nel web non ha nulla a che vedere con il suo ((pagg. 70/71 Arte del dolce).

Dalla descrizione di chi ha replicato questa ricetta non si evince nessuna difficoltà mentre io ne ho incontrate alcune: d’altronde si sa che spesso nei libri possono esserci degli errori e non dimentichiamo che forni, frigoriferi ed ingredienti a disposizione nei laboratori dei professionisti non sono gli stessi che abbiamo noi a casa.

Per questo descriverò la mia kranz-esperienza per facilitare l’esecuzione a chi vorrà replicarlo: ho voluto provare anche una versione di frangipane con semi di papavero e cannella per rendere il kranz più natalizio: confesso che è una variante forzata dal “furto” di mandorle di ello :-D

Avevo messo gli occhi su questo dolce appena comperato il libro ma l’irreperibilità del malto e latte in polvere l’avevano messa in lista d’attesa: ho ordinato on line il latte in polvere ed ho reperito il malto secco: nelle ricette che sono in rete il malto secco è stato sostituito col miele ed il latte in polvere col latte fresco.

Dopo il primo tentativo ho modificato la prima parte ma descriverò tutto man mano.

 Kranz prima prova mele n

Ingredienti:

  • 15 g. di lievito di birra,
  • 200 ml d’acqua tiepida,
  • 20 g. di latte in polvere,
  • 480 gr di farina forte 0,
  • 40 di zucchero,
  • 15 gr di malto in polvere,
  • 280 gr di burro,
  • 300 gr di crema frangipane,
  • 2 mele,
  • 1 pizzico di sale.

Ingredienti per la crema frangipane:

  • 50 g. di farina di mandorle,
  • 50 g. di semi di papavero macinati,
  • 1 cucchiaino abbondante di cannella in polvere (facoltativa),
  • 30 g. di farina 00,
  • 100 g. di burro,
  • 100 g. di zucchero,
  • 1 uovo.

Kranz frangipane papavero-001

Come fare la crema frangipane:

montare il burro con lo zucchero, aggiungere a filo l’uovo leggermente sbattuto, continuando a mescolare con la frusta,  unire al composto la farina di mandorle, i semi di papavero macinati, la cannella e la farina, amalgamare bene e riporre in frigorifero fino a poco prima dell’utilizzo.

collage kranz-002

Miscellanea delle varie prove.

Come fare il kranz (come ho fatto io le tre volte successive):

sciogliere il lievito di birra nell’acqua tiepida; setacciare la farina col latte e malto in polvere ed inserire nel robot da cucina, aggiungere lo zucchero ed il composto con il lievito.

Unire il burro tagliato a pezzetti, il sale ed amalgamare bene fino ad ottenere un composto omogeneo; formare una palla , metterla in una terrina e coprire con la pellicola: far riposare in frigorifero per due ore.

Con un coltello incidere una croce sulla superficie dell’impasto e allargare le estremità con le dita fino a formare un quadrato di pasta.

Coprire con la pellicola e far riposare in frigorifero per altre 2 ore.

Terminato il riposo stendere la pasta col mattarello ad uno spessore di 6-7 mm e porre al centro il restante panetto di burro ammorbidito, stendendolo con le dita.

Ripiegare la pasta sul panetto avendo cura di sovrapporne i lati in modo da chiudere il burro nell’impasto.

Dare quindi inizio alle pieghe: con un mattarello tirare la pasta ad uno spessore di 7-8 mm e ripiegarlo in 3 come si fa per la pasta sfoglia, ripetere questa operazione altre 3 volte e far riposare nuovamente l’impasto in frigo per altre 2 ore.

Nel frattempo preparare la crema frangipane come indicato sopra.

Riprendere l’impasto e stenderlo ad uno spessore di 3 mm. cercando di dargli una forma rettangolare, spalmare la crema preparata con una spatola, pelare le mele e tagliarle a fettine sottili quindi disporle a file regolari sulla crema.

Arrotolare strettamente la pasta nel dal lato più lungo facendo attenzione che la farcitura di frangipane e mele non fuoriesca ; tagliare a metà il rotolo nel senso della lunghezza e con le 2 parti formare una treccia, maneggiare delicatamente.

Adagiarla in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato delle dimensioni di circa 25×8 ( oppure in uno stampo liscio da ciambella) e lasciarlo lievitare a temperatura ambiente per 1 ora e 30 minuti, finchè non raddoppierà in altezza.

I miei kranz lievitavano tanto e, dopo aver salvato il primo kranz (cotto in uno stampo di vetro perchè non ne avevo uno della misura indicata) che appena dopo qualche minuto di forno, stava già colassando lungo i bordi, nelle prove successive (compreso il kranz rotondo), prima dell’ultima lievitazione ho preparato, con la stagnola ripiegata più volte, un bordo alto che contenesse l’esuberanza del kranz.

La figlia pasticcera di una mia amica mi ha consigliato di prolungare la cottura a fuoco più basso e di fare le lievitazioni  abbassando quella del frigorifero.

Preriscaldate il forno a 180°C e cuocere il kranz per circa 10 minuti, dopodichè abbassare la temperatura a 160°C. e continuare la cottura per 40 minuti.

kranz frangipane semi papavero cannella n.

É inevitabile che dopo sfornato il kranz si abbassi, optando per la versione rotonda l’estetica ne guadagna: questo è il kranz che ho preparato per un’amica a Natale: ho delegato a lei le foto, l’assaggio ed il giudizio obiettivo che è stato positivo quindi il mio quinto kranz sarà perfetto… Quasi quasi lo porto ad assaggiare al maestro ;-)

Collage kranz foto S.-001

Versione rotonda con cottura prolungata.

Buona domenica a tutti e buon proseguimento ♥

P.S.: se vi venisse voglia di farlo, considerate le 7 ore e mezzo di lievitazione, iniziate al mattino presto; la prima volta io, dopo le pieghe, l’ho lasciato il frigorifero tutta la notte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Kuhani štruklji (Struccoli bolliti): la ricchezza delle contaminazioni gastronomiche.

struccoli cotti1-001

Veneto, Austria, Slovenia e l’infinito golfo di Trieste sono le quattro finestre, attraverso le quali sono entrate, in Friuli Venezia Giulia, le varie contaminazioni culinarie.

Questo struccolo bollito è un esempio: specialità tipica Slovena che corre lungo la linea di confine compresa tra Trieste e Gorizia dove, un tempo, le lingue Italiana e Slovena erano conosciute e parlate da tutti.

Lo struccolo bollito l’ho sempre mangiato in Slovenia, per l’esattezza nella Gostilna pri hrastu (alla fine il link): il bello delle trattorie Slovene ed Austriache è che puoi mangiare a qualsiasi ora qualsiasi cosa e nessuno ha mai badato a me se il mio menù era composto soltanto da due portate: palacinke alle noci e struccolo bollito, a sazietà: a quei tempi praticavo molto sport e spesso quelle mangiate seguivano duri allenamenti sulle montagne adiacenti.

A Trieste non l’ho mai né visto né mangiato, so che lo chiamano “strucolo in straza” ma non so se è inteso a quello salato con gli spinaci fatto con la pasta  matta o contempla anche la versione dolce.

Come altre preparazioni che sono menzionate in questo mio album dei ricordi, anche questa stava aspettando il suo turno ed è proprio mentre leggevo gli ingredienti dell’impasto, che ho riconosciuto la ricetta della Signora Maria (el strucolo de ua) e mi sono ricordata il suo procedimento.

Ora, dopo aver preso confidenza con questo tipo di pasta (l’uva fragola ha avuto degna “sepoltura”) ora dotrò riprovare perchè è davvero buono, buono, buonissimo.

Ho voluto sperimentare i due ripieni, dividendo a metà la pasta, ma è tempo di andare in cucina.

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Ingredienti per la pasta:

  • 500 g. di farina 00 (Regina del Mulino Persello),
  • 40 g. di lievito di birra,
  • 1 uovo intero + 2 tuorli,
  • 80 g. di zucchero,
  • 70 g. di burro,
  • la buccia grattugiata di un limone,
  • 1 pizzico di sale,
  • 2 bicchieri di latte c.ca 1/4.

Come fare la pasta:

preparare un lievitino facendo sciogliere il lievito in poco latte ed aggiungere farina fino ad ottenere una pastella fluida, far lievitare fino al raddoppio.

Scaldare il latte rimasto e, senza farlo bollire, sciogliervi lo zucchero, il burro ed unire la scorza di limone, il sale ed il composto di uova.

In una terrina setacciare la farina ed unire il lievitino ed il composto preparato; amalgamare bene e lavorare fino ad ottenere un panetto liscio e vellutato: coprire la terrina e far lievitare in un luogo tiepido (io in forno con la luce accesa) per circa 1 ora.

Nel frattempo preparare i ripieni.

bicchiere

Ricetta vecchia, bicchiere vecchio.

Ingredienti per il primo ripieno: mele e noci:

  • 100 g. di noci tritate,
  • 2 piccole mele Renette,
  • 50 g. di uvetta,
  • 1 noce di burro,
  • 50 g. di zucchero,
  • 25 g. di pane grattugiato (2 cucchiai colmi),
  • 1bicchiere di latte (vedi foto),
  • cannella,
  • buccia grattugiata di limone,
  • 1 pizzico di sale.

impasto mele noci-001

Come fare il primo ripieno (vi consiglio di rosolare il pane grattugiato tutto in una volta e dividerlo dopo, la stessa cosa con le noci tritate):

mettere in una terrina il pane rosolato nel burro ed aggiungere le noci tritate scottate nel latte bollente, lo zucchero, le mele grattugiate, l’uvetta ben lavata, la buccia di limone e la cannella.

Consiglio, se, dopo aver grattugiato le mele, notate che rilasciano molto liquido, scolatene una parte, ma non buttatelo via, aggiungetelo all’altro ripieno.

Ingredienti per il secondo ripieno: ricotta e semi di papavero:

  • 150 g. di ricotta,
  • 100 g. di noci tritate,
  • 2 cucchiai di semi di papavero macinati,
  • 50 g. di uvetta,
  • 1 noce di burro,
  • 70 g. di zucchero,
  • 25 g. di pane grattugiato (2 cucchiai colmi),
  • 1 bicchiere di latte (vedi foto),
  • cannella,
  • buccia grattugiata di limone.

impasto ricotta semi di papavero-001

Come fare il secondo ripieno:

in una terrina setacciare la ricotta ed unire il pane rosolato nel burro, le noci tritate scottate nel latte bollente, i semi di papavero macinati, lo zucchero, l’uvetta ben lavata, la buccia di limone e la cannella.

Come preparare gli struccoli:

mettere sul fuoco un tegame capiente con acqua salata e portarla ad ebollizione; dividere l’impasto a metà e stendere la parte da farcire con la ricotta perchè non ha bisogno di ulteriore lievitazione.

Spalmare il composto in maniera uniforme ed arrotolare lo strudel, avvolgerlo in un panno umido e chiuderlo ai lati con lo spago, a mò di caramella.

Immergerlo nell’acqua bollente e cuocerlo per 20 minuti, girarlo e completare la cottura per altri 20 minuti.

Nel frattempo preparare l’altro struccolo: spalmare sulla pasta il composto di mele, arrotolarlo ed avvolgerlo nel tovagliolo umido senza stringerlo troppo e far lievitare per 30 minuti.

Per la cottura procedere come per l’altro.

Scolare gli struccoli, liberarli dal tovagliolo e tagliarli a fette, se non li consumate subito, porzionarli e metterli in congelatore; in previsione dell’utilizzo, scongelare a vapore per mantenere l’umidità e ripassare in padella con burro fuso e pane grattugiato aggiungendo, se vi va, una spolverizzata di zucchero e canella.

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La piu antica gostilna di Nova Gorica


Felicità è un Cesto di Agrumi ♣Mini Plum Cake al Limone♣

Perla limoni-001

Il 28 giugno 2012 “l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, consapevole che la ricerca della felicità è un scopo fondamentale dell’umanità,  riconoscendo inoltre di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica (fonte Wikipedia).

Ecco qua, dopo la festa delle donne, la festa di San Patrizio, festa che, insieme ad halloween, centra con l’Italia come un albero di fichi in una piscina (n.d.r.), la festa del papà di ieri, siamo ancora in festa, oggi tutti felici, mi raccomando, anche se siete malati, senza lavoro, senza affetti, senza speranza.

La felicità è una faccenda complicata, dipende da molte variabili soggettive e, per rispetto verso chi ha meno motivi di me di felicità, mi limiterò a parlare di quella che è per me la felicità, quella che ho sempre cercato e che trovo ogni giorno nelle piccole cose.

Lucy

Io associo la mia felicità alla libertà ed alla solitudine, non riesco ad immaginarmi felice senza queste due situazioni che insieme mi danno anche serenità.

Se non si è felici con se stessi non si è felici nemmeno con gli altri, dicono, ecco il punto: io sono felice con me stessa ma non con gli altri, è così strano? Non mi sembra una cosa tanto terribile.

Spesso mi scrivete che sono malinconica, è vero, lo sono, ma non è tristezza, è soltanto nostalgia: ho nostalgia di quel mondo in bianco e nero ancora tutto da colorare che è stata la mia infanzia.

Non ho avuto né modo né tempo per colorarlo, all’inizio non è dipeso da me ed ora è troppo tardi, posso solo dare qualche pennellata qua e là rendendo la mia vita il quadro astratto che solo io riesco ad interpretare.

La felicità è un attitudine, un talento che non tutti possiedono; conosco persone che pur avendo più ragioni per essere felici non lo sono, sono quelle che vedono il bicchiere mezzo vuoto, la felicità è legata all’ottimismo, un pessimista avrà più difficoltà ad essere felice.

Linus-biblioteca_bordo

Per quanto riguarda me, sarò completamente felice quando mi sarò scrollata di dosso la mia sudditanza verso gli altri, quando dipenderà soltanto da me e dai miei pensieri.

Sto lavorando a questo, chiamiamolo Progetto, da qualche settimana e sento che in me sta avvenendo una trasformazione, una metamorfosi, forse sarà l’imminente arrivo della primavera?

Ma di questo vi racconterò domani ora, tutto questo parlare mi ha messo un gran appetito, ho voglia, come dire, di qualcosa di buono, per esempio un mini plum cake al limone e semi di papavero con un morbido cuore di curd “light”, come lo chiamava la mia adorata Maria.

Rispetto alla sua ricetta, in questo caso ho adoperato solo limoni ma ho fatto anche la sua versione: in tutti due curd ho lasciato le scorze  (ho acquistato la grattugia microplane, con quello che è costata non posso mica buttarle ;-) ), NON ho adoperato il burro ma, soltanto in quello al limone ho messo un filo d’olio extravergine di oliva delicato.

limone e curd light Maria-001

Curd leggero di Maria, versione al limone (per la ricetta cliccare QUI).

I limoni arrivano dalla Calabria, sono quelli di Max, biologici che più biologici non si può, c’è anche il burro buono, quello dei Buchteln; li ho presentati avvolgendoli con il nastro regalo degli Amici di Godia, in questo post, c’è già qualche spunto per la mia felicità.

La ricetta è ispirata da Pinterest, luogo di perdizione culinaria e non solo, purtroppo spesso le ricette straniere contemplano le “cups” ed io, pur avendo a disposizione fidate tabelle di conversione cup/grammi, ho ancora grosse difficoltà di adattamento.

Questa blogger mi è venuta incontro, la sua ricetta ha anche le indicazioni in grammi e, per di più, demolisce la regola che il composto per i muffins debba essere diviso in ingredienti secchi e liquidi ed uniti alla fine mescolandolo poco: in questa ricetta lei mette tutto assieme (io ho seguito il mio metodo sequenziale) e via.

mini plum cake limone-001

Oggi non vi farò ridere con traduzioni improbabili, sarò seria:

Ingredienti per 12 muffin (ricetta originale) o 8 mini plum cake, o 1 plum cake:

  • 125 g. di burro morbido,
  • 6 cucchiaini di scorza di agrumi finemente grattugiata: limone, lime e arancio (io solo limone),
  • 150 g. di zucchero semolato (io 100),
  • 2 uova,
  • 300 g. di farina auto lievitante (io ho adoperato quella per non fare tanti calcoli),
  • 125 ml. di latte (avevo solo quello senza lattosio),
  • 2 cucchiai di semi di papavero (io quelli macinati),
  • 1 pizzico di sale (aggiunta personale).

Per la farcitura:

  • curd di Maria.

mini plum cake da infornare1-001

Come ho fatto:

preriscaldare il forno a 200 ° C.

Con le fruste, nel robot da cucina, sbattere il burro con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata finemente; unire, una alla volta, le uova, aggiungere il latte e, alla fine, sempre poca alla volta, la farina.

Aumentare la velocità (media) e sbattere finché il composto sarà chiaro, incorporare i semi di papavero.

Dividete il composto a seconda di ciò che volete fare, consiglio. l’impasto lievita molto, i miei mini plum cake hanno strasbordato molto, l’unico “presentabile” quello della foto, va detto ;-)

Io, prima della cottura, ho farcito i mini plum cake con il curd di Maria, adoperando una siringa.

Infornare e cuocere per circa 20 minuti (io un pò di più, essendo più grandi), valida la prova stecchino; far intiepidire e sformare, se vi va potete anche glassarli con una glassa al limone.

mini plum cake al limone-001

P.S.: le categorie Senza glutine e senza lattosio valgono soltanto per il curd.

Mi raccomando siate felici, a domani


Sfogliatelle e Strudel all’Avocado.

Sfogliatelle all'avocado piatto 3-001

Premetto che questa ricetta non è nata dalla mia fantasia ma appartiene al libro 1000 ricette con la frutta di Emilia Valli, un libro che ho già citato qui e dal quale ho attinto con soddisfazione per altre preparazioni.

É un libro “moderno”, contempla ricette con la frutta che spaziano dall’antipasto al dolce, costa meno di 5 €uro, non ha fotografie ma è affidabile, cosa che di questi tempi non è poco.

L’avocado è un frutto che non appartiene alla nostra tradizione e cultura ma, dal momento che è sempre presente nei nostri negozi, credo sia giusto impedire che, invenduto, venga buttato nella spazzatura, è un frutto interessantissimo, versatile, un amico in cucina, una piacevole sorpresa.

Può sostituire il burro nelle preparazioni, io stessa l’ho adoperato al posto del burro per una pasta brisè.

Ecco alcune informazioni che avevo già scritto:

 Avocado (Persea gratissima, Fam. Lauraceae): il luogo di origine di questa specie è il Messico, è comunque coltivata in tutti i paesi tropicali, sui nostri mercati è presente quasi tutto l’anno.

Il frutto si presenta pressochè come una grossa pera (300/500 g.) dalla buccia verdastra e rugosa; all’interno v’è in buona quantità una polpa bianco-giallognola, butirrosa e molto gradevole, con un unico grosso nocciolo dal contenuto lattiginoso.

É un frutto altamente energetico e nutriente (250 calorie x 100 g.), è consigliabile mangiarlo maturo, quando cioè la polpa cede sotto una leggera pressione delle dita.

Principali costituenti: poca acqua, molte sostanze grasse, pochi zuccheri, proteine, sali e una vasta gamma di vitamine sia liposolubili (A, E, K) che idrosolubili (B1, B2, C, PP).

Utilizzazione: si consuma come dessert, come insalata e in modo particolare come antipasto mescolato a salse e crostacei(gamberetti ecc.)

L’avocado, tagliato a metà, snocciolato e in parte svuotato dalla polpa, può, per esempio, essere riempito con aragosta, con la polpa fatta a dadini, con panna, succo di limone e pepe (avocado alla moda di Bristol).

Come antipasto, si può preparare una crema frullandolo assieme a formaggi morbidi, maionese o salsa di pomodoro; questa si serve, poi, accompagnata a crostini di pane integrale su cui potrà venire spalmata.

Fare attenzione perchè la polpa annerisce facilmente, per evitare questo è preferibile prepararlo all’ultimo momento e spruzzato di limone.

L’avocado è indicato nei periodi di crescita e di convalescenza come pure in caso di disturbi intestinali.

In cosmesi trova applicazione l’olio come abbronzante e per la cura delle rughe.

Con la polpa si realizzano maschere nutrienti per capelli.

Conservazione: in luogo fresco, meglio se in frigo, per qualche giorno.

Coltivazione: se si riesce a far emettere le radici al seme, può diventare un’esotica pianta d’appartamento.

Sfogliatelle all'avocado piatto pp

Ingredienti:

  • 1 confezione di pasta sfoglia (light),
  • 80 g. di pancetta stufata tritata,
  • la polpa di 2 avocado piccoli o 1 grande,
  • 2 cucchiaini di senape (io al dragoncello),
  • 1 cucchiaio di noci tritate,
  • sale,
  • peperoncino in polvere q.b. (decorazione),
  • semi di papavero (decorazione),
  • semi di sesamo (decorazione),
  • semi di zucca tritati (decorazione),
  • paprica dolce (decorazione)
  • latte per pennellare (o uovo).

collage

Come fare:

tagliare a metà gli avocado, ruotare e dividerli, eliminare il nocciolo (se si vuole la piantina procedere così) e, aiutandosi con un cucchiaio, togliere la polpa.

Raccoglierla in una ciotola ed amalgamarla alla pancetta tritata, la senape e le noci, aggiustare di sale, pepare (peperoncino), amalgamare fino ad ottenere una consistenza cremosa.

Stendere la sfoglia e, con 2 coppapasta rotondi di dimensioni una più grande e una più piccola, ritagliare 2 cerchi, porre al centro un cucchiaino di composto e richiudere con il cerchio più grande in maniera che non fuoriesca il ripieno.

Disporre le sfogliatelle su una teglia rivestita di carta forno, spennellare con il latte o l’uovo, se lo preferite, spargere i semini ed infornare a 200°C. per 15 minuti o fino a doratura.

Come fare lo strudel:

reimpastare i ritagli di sfoglia, stenderla, spalmare con il composto di avocado rimasto, arrotolare a mò di spirale e richiudere a cerchio, spennellare come sopra e spargere i semini (io di zucca).

Infornare come sopra, 200°C. per 15/20 minuti.

strudel avocado interno-001

Le giornate si sono accorciate e questo strudel ho potuto tagliarlo soltanto all’ora di cena, la foto ne ha pagato le conseguenze ;-)

Questa ricetta apre la porta ad un’infinità di varianti, la pancetta stufata si può sostituire a piacere; l’avocado ha un sapore neutro che ben si presta a qualsiasi abbinamento, sia dolce che salato


Mohn -Quarkschnitte: torta con semi di papavero e Quark (fatto in casa).

Mohn-Quarkschnitte

Il giorno in cui siamo andati in battello a Villaco (non ha nulla a che vedere con quello di Most na Soči) ho comperato questo libro, era in offerta a 4 €uro, è scritto in tedesco ma le ricette posso interpretarle senza problemi.

Tra me e questa ricetta è stato amore a prima vista, sono amante dei semi di papavero, da pochi giorni avevo visto da Rosetta questa ricetta , avevo il latte crudo di malga che mi è stato regalato fresco ed ho fatto il Quark, con un litro e mezzo di latte crudo ho ottenuto 250 grammi di Quark, ho aggiunto 250 grammi di quark acquistato in malga.

Ho adoperato anche il burro della stessa malga (ovviamente con l’inconfondibile tocco Austriaco, lo stampo a fiori), il regalo di una splendida Signora che mi ha preparato anche il set fotografico per fermare l’immagine nel caso che durante il viaggio di ritorno si sciogliesse, perdendo il disegno.

Burro malga Bad Bleiberg

Mi soffermo un attimo sull’argomento latte: certo che da noi non sarebbe permesso vendere il burro avvolgendolo soltanto nella stagnola, i nostri malgari dovrebbero comperare la carta adatta, la macchina per le confezioni e per stampare l’etichetta con ingredienti, scadenza ecc.

Si sa, noi Italiani siamo “precisi”, tanto precisi da avere anche le quote latte rendendo così la vita impossibile a chi ancora lavora con i pascoli, costringendoli ad abbandonare la montagna con le conseguenze inevitabili per la stessa che, abbandonata, muore.

In Austria puoi vivere del tuo latte perchè non esistono le quote latte; hai una mucca, 2 mucche, 100 mucche? Bene, tu mungi, metti il latte che non consumi nell’apposito  contenitore, lo porti sul marciapiede, e verrà aspirato dall’autopompa che lo porterà nel caseificio.

Contenitore latte Austria

Ecco fatto (foto del7/01/2011)

Se tutta questa burocrazia e regole italianissime avessero ragione di esistere l’Italia sarebbe il paese più felice, organizzato e perfetto del Mondo, saremmo invidiati ed imitati, invece siamo solo derisi, sarebbe utile, invece, prendere noi esempio dai Paesi che funzionano e perdere meno tempo in sciocchezze…

Spesso mi dite che sono polemica, se per voi essere polemici significa: osservare, confrontare ed esprimere il proprio disappunto, si, sono polemica e continuerò ad esserlo perchè io, in Italia ci vivo e vorrei che l’Italia fosse valorizzata e rispettata e fatta rispettare, iniziando proprio da noi Italiani.

Ricetta libro Quark-schnitte

 

Ingredienti per la base ai semi di papavero:

  • 4 tuorli,
  • 120 di zucchero greggio di canna,
  • 120 ml di acqua,
  • 120 ml di olio di colza (olio di mais),
  • 4 albumi,
  • 80 g di semi di papavero macinati,
  • 200 g di farina di farro integrale,
  • 10 g di carbonato di ammonio (Lo trovate in farmacia, io ho adoperato il Cremortartaro).

Quark fatto in casa

Composto di Quark (o ricotta per chi non lo reperisse ma si può fare in casa come indicato nel link):

  • 100 g di burro (di malga),
  • 80 g di zucchero di canna,
  • 500 g di quark,
  • 4 tuorli,
  • 20 g di fecola di patate,
  • 1/2 cucchiaino da caffè di vaniglia Bourbon (una mia scelta, la ricetta contempla zucchero vanigliato),
  • rum (omesso),
  • 4 albumi.

Composto semi di papavero

Composto base ai semi di papavero

Come preparare la base ai semi di papavero (ho seguito il mio sistema, la traduzione di google non mi convinceva):

battere i tuorli con lo zucchero, l’acqua e l’olio fino ad ottenere un compost chiaro e spumoso.

Unire, poco alla volta, la farina mescolata al lievito e i semi di papavero, aggiungere, alla fine, delicatamente, gli albumi montati a neve.

Composto quark

Come preparare il composto di Quark:

montare burro, zucchero e tuorli fino ad ottenere un composto spumoso, unire il quark, la fecola di patate e la vaniglia.

Aggiungere delicatamente gli albumi montati a neve.

Completiamo il dolce:

preriscaldare il forno a 200°C.

Foderare una teglia con carta forno, stendere il composto ai semi di papavero e mettere sopra, possibilmente creando una griglia, il composto di Quark.

Questa operazione risulterà perfetta adoperando una sac a poche ed una teglia più grande della mia (30 cm. Ø) meglio se quadrata o rettangolare.

Nel mio caso il composto di quark ha coperto quasi completamente la base, vanificando l’effetto ondeggiante che si vede nella foto del libro.

Infornare e cuocere per circa 50 minuti.

Collage Mohn schnitte-001

Sfornare e far raffreddare, noterete che il composto si “ondula” un pò, quindi, eseguendo alla perfezione la griglia, il dolce sarà bellissimo.

Io l’ho spolverizato con zucchero a velo per ovviare all’aspetto troppo scuro ed uniforme ma è solo una mia scelta.

Note: oltrechè la forma della teglia, la prossima volta ridurrò la cottura di qualche minuto e coprirò la torta con carta forno fino agli ultimi 10 minuti, infatti, la torta della foto è molto più chiara.

Nulla da dire sul sapore e sulla versabilità di questa preparazione; gli amanti dei semi di papavero potranno sbizzarrirsi con le possibili varianti, provate, se vi va.

Insegna Mulino e museo

Vi lascio con questo video, basta cliccare la foto, parla del mulino Wiegele, buona visione e buona domenica.


Pan di pesche.

pane di Giulio con le pesche

Ho fatto macerare le pesche nettarine con lo zucchero di canna e foglioline di erba Luigia per una notte ed ho adoperato il succo ottenuto come liquido per impastare il pane cosicchè questo pane è pura pesca a 360°.

Ingredienti pan di pesca

Ingredienti Pan di Pesche.

Ingredienti Ricetta originale di Giulio (senza pesche), tra parentesi le mie varianti:

  • 200 gr di  farina,
  • 192 gr di acqua tiepida (g. 116 di succo ottenuto dalla macerazione delle pesche + 76 g. di acqua calda per intiepidire il tutto),
  • 4 gr di miele (omesso),
  • 5 gr di sale (3 g.),
  • 4 gr di lievito secco.

Pesche ed erba Luigia.

Ingredienti per il ripieno:

  • 250 g. di cubetti di pesche nettarine,
  • 50 g. di zucchero di canna,
  • foglioline di Erba Luigia.

Per rifinire:

  • latte,
  • semi di papavero.

collage

Come fare:

mescolare il lievito e il sale con la farina.

Stemperare nell’acqua il miele e aggiungere al mix di farina il succo delle pesche.

Mescolare con una leccapiatti “la pastella” con movimenti regolari dal basso verso l’alto.

Far riposare per 20 minuti, e ripetere l’operazione per 3 volte ( d’estate) 4 per l’inverno (io l’ho fatto per 4 volte).

Trascorso il tempo si può infornare direttamente in una placca con carta forno a 230°C per 14 minuti, oppure versare la pastella in una spianatoia piena di farina e piegare come un fagottino per tutti e 4 i lati , lasciare riposare ancora per 20 minuti e infornare.

Io ho messo l’impasto sulla spianatoia infarinata, l’ho allargata ed ho messo sopra le pesche ben scolate, ho piegato a fagottino, ho rispianato ed ho ripiegato per far sì che le pesche si distribuissero meglio nell’impasto.

Ho fatto lievitare ancora 20 minuti, ho spennellato con il latte, ho cosparso la superficie con semi di papavero ed ho infornato per 25 minuti, ho tolto la pagnottella dalla teglia e l’ho messa su una griglia a raffreddare.

(La pagnottella che vedete nel collage accanto a questa è il pane senza pesche, buonissimo, ello ne ha mangiate 3 fette con i cipollotti, come diciamo noi a Trieste: “Magnar pan e zivola”).

pan di pesca interno1

Per oggi è tutto.


Plum cake all’arancia, ricotta e semi di papavero, sparizioni e prove contrarie.

Plumcake arancia ricotta3-002

Da dove comincio? Comincio dai piccoli misteri di WP: stamane mi sono accorta che era sparito il post su Lucio Dalla, quello del 4 marzo, cerca che ti cerca, era nelle bozze… chi l’ha messo lì? Voi? Perla, Ello? Io? No, non si sa.

Spariscono anche foto, me ne accorgo perchè in bacheca vedo i link che vengono visti, clicco anch’io e spesso le foto non ci sono più, quindi devo risalire al post ed inserirle nuovamente, beh, non è un grande sforzo però è un piccolo fastidio, significa che c’è qualche buon’anima che viene a fare un giretto da queste parti, diciamo che qualcuno ha le chiavi di casa.

Sparizione numero 2, la sera:

fammi una cortesia, non mangiarmi le mandorle che domattina preparo il dolce all’arancia.

 Va bene…

La mattina dopo:

preparo gli ingredienti per fare il dolce, prendo le mandorle, il sacchetto è dimezzato, il sacchetto che la sera prima era sigillato… ora come faccio? Le mandorle sostituiscono la farina, stravolgo la ricetta prendendo spunto da una vista nel web, approfitto anche delle splendide arance spedite da Max, mi metto all’opera, ello, per punizione, ha il compito di scrivere gli ingredienti.

Tutto procede per il meglio, rompo le uova, divido i tuorli dagli albumi: 1, 2, 3, 4..quattro? Al quarto albume mi accorgo che è scappato un pò di tuorlo, come faccio? Ho sempre saputo che l’albume non si monta più se c’è qualche particella di grasso.

Non si butta di certo, non ho però nemmeno voglia di fare frittate fuori programma, io provo ugualmente, aggiungo qualche goccia di limone, un pizzichino di sale e procedo… perfetto, albumi montati e dolce salvo.

Spesso ci blocchiamo di fronte a tanti luoghi comuni, a tante cose che abbiamo sentito dire,  ascoltato, letto ed  assimilato nel tempo e dato per scontato, no, bisogna sempre rischiare, non c’è da perdere ma solo di guadagnare, anche se si tratta soltanto di un dolce.

arance Max1-001

Ingredienti:

  • 300 g. di ricotta (io di kefir per smaltire le scorte ma voi potete adoperare quella che vi piace),
  • 130 g. di fruttosio,
  • 180 g. di mandorle macinate finemente, 50 g. di semi di papavero macinati,
  • 4 uova,
  • succo di un’arancia grande biologica (io di Max),
  • la scorza grattugiata di 2 arance bio (come sopra), succo di limone (per albumi a neve),
  • pizzico di sale (come sopra).

 collage plumcake aranciasi-001

Come fare:

 preriscaldare il forno a 180° C.

Frullare la ricotta con il fruttosio, unire la farina ottenuta dalle mandorle, i semi di papavero, la scorza d’arancia, amalgamare, unire, uno alla volta, i tuorli e alla fine il succo d’arancia.

Aggiungere gli albumi montati a neve, delicatamente dal basso verso l’alto;  ungere uno stampo da plum cake e versare il composto, cuocere per 50 minuti (io mi sono distratta ed è rimasto nel forno ancora 10 minuti, buono ugualmente ma non distraetevi

Bene, qui continua a piovere, il cielo è grigio, mi consolo pensando che quest’acqua fa bene alle colture, ai nuovi germogli e alle riserve idriche…

Vi auguro una bella domenica, vi lascio questa vignetta che ho trovato stamane, mi è piaciuta e mi ha fatto pensare, come tutte le strisce di Linus che hanno accompagnato la mia adolescenza.

snoopy 1